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LA STORIA

Antonio, decano degli apicoltori. A 88 anni salva ancora gli sciami

Canelli, ex camionista, interviene per le emergenze e insegna la sua arte ai bimbi

Quel ronzio e quei piccoli insetti sono sempre stati per lui una vera passione. E a 88 anni suonati Antonio Canelli, residente in via Stelvio, zona San Paolo, può ancora sfoggiare il titolo di apicoltore. Con trent’anni di esperienza alle spalle l’uomo, ex camionista, è probabilmente il più anziano in tutta Torino, ancora in attività. Basta una segnalazione o una chiamata per vederlo vestire quei panni che lo hanno reso famoso nelle scuole di mezza Torino, dove Antonio si reca gratuitamente per parlare ai bambini del mestiere di apicoltore. Insegnando come ci si deve comportare quando si hanno di fronte vespe o calabroni. Perché, ovviamente, non tutti lo sanno. «La mia passione è nata presto – ricorda il pensionato -. Avevo sei anni, da giovanissimo portava a spasso la capretta per farla mangiare bene, in modo che fornisse buon latte. E in uno dei miei giri mi sono imbattuto, nelle colline di Fossano, in un apicoltore. E quel giorno è nato un amore».

Tanti sono stati gli interventi di Antonio in città e in provincia. Cinque anni fa l’arzillo pensionato si è recato presso la parrocchia Maria Madre della Chiesa di via Baltimora 91 per trarre in salvo uno sciame d’api. Quella primavera, infatti, le api si erano impadronite di un albero presente a due passi dal campo di calcetto di un oratorio diventando con il passare del tempo un pericolo per i ragazzi. In cantina ha tutti gli attrezzi del mestiere. E nessuna paura. «Bisogna semplicemente sapere come muoversi» racconta il veterano.

Alle api, l’uomo, si è dedicato a tempo pieno una volta andato in pensione, a partire dai 55 anni. Dopo essersi informato e documentato bene da giovane. Antonio rimane un punto di riferimento anche per vigili del fuoco, questura o carabinieri. L’ultimo intervento è avvenuto proprio al comando provinciale dei carabinieri di via Valfrè, presso la caserma Cernaia.

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