amadeus sanremo 2 serata
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Antico sprechificio Rai

«Mamma Rai» impiega 13.058 dipendenti, di cui 1760 giornalisti, sparsi in 8 testate. Paga 94 tra dirigenti e giornalisti più di 200mila euro all’anno. Sembrava che la furbata di recuperare l’evasione dal canone (incremento entrate di 500 milioni all’anno) mettendolo nelle bollette elettriche servisse a sanare finalmente il bilancio, e invece nel 2020 la Rai ha perso 65 milioni. E questo nonostante ci tratti da fessi riciclando film di 40 anni fa e continue repliche. Negli ultimi 4 anni gli italiani ne hanno visto ripassare ben 579: 24 volte Don Matteo, 14 volte “ Un passo dal cielo “, 10 volte “Che Dio ti aiuti”, 44 volte Montalbano, e poi L’allieva, La compagnia del cigno, Superquark, Ulisse, Meraviglie e via elencando. Ormai è tutto un colossale techetecheté. Per giustificare questo incremento di déjà vu hanno parlato di emergenza Covid, ma Sanremo va in onda lo stesso, nonostante il virus, coi soliti cachet stellari. Rapida passerella? Conduttori: Amadeus 600mila euro come Conti, Baglioni e Fazio (ma Morandi 800mila nel 2012, Bonolis 1 milione nel 2009, Hunziker idem nel 2007). Ospiti e “spalle”: Littizzetto 350, Benigni 300, Fiorello 250, Ibrahimovic 200, Ronaldo 140. C’era proprio bisogno di tornare al solito show faraonico in diretta dall’Ariston? Non bastava trasmettere dal Casinò una gara fra le 70 canzoni prime classificate nella storia del Festival, divise in 4 serate? Televoto, materiale d’archivio, e bon? Non credo che lo share sarebbe calato di tanto. Nessuna rete si mette contro Sanremo. La Rai avrebbe fatto un’ottima audience lo stesso, risparmiando 18 milioni di euro e dando un segnale di solidarietà ai rovinati da Covid. Invece no. Nel dizionario di «Mamma Rai» la parola risparmio non esiste neanche.

collino@cronacaqui.it

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