Foto: consorziocostasmeralda.com
Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Anniversari

Ieri cadevano 60 anni dalla costituzione, ad Olbia, del consorzio Costa Smeralda, guidato dal principe Karim Aga Khan. Io ci andai ogni anno dal 1969 al 1992 per lavoro (allora, oltre che di giornali, mi occupavo di alberghi) e la vidi crescere. Non come territorio, ma come costruzioni. Eppure il suo fascino si è conservato inalterato, perché dei 3114 ettari comprati dal principe solo il 4% è stato edificato, il resto è rimasto verde, e le decine di spiagge famose sono ancora tutte libere. Ricordo una curiosità: gli appezzamenti acquistati dal principe erano intestati tutti a donne, perché nell’economia agropastorale sarda i terreni vicini al mare, inadatti alle colture e lontani dal paese, valevano di meno, e per quello passavano in eredità alle femmine. La Sardegna dovrebbe erigere un monumento a Karim. Prima che arrivasse lui l’Esit (Ente Sardo Incremento Turismo) era riuscito a erigere solo alcuni hotel-scatolone in riva al mare, qua e là per l’isola. Tutti orribili. Poi hanno visto l’impostazione orizzontale della Costa Smeralda e hanno smesso. Quello “stile mediterraneo” (ville a un piano immerse nel verde) è stato recepito nei piani regolatori e copiato nelle centinaia di insediamenti turistici sorti da allora in tutta l’isola, evitando che sorgessero tante piccole Rimini. Purtroppo Porto Cervo e le sue imitazioni sono borghi finti. D’inverno non c’è nessuno. Ben altro fascino ha Alghero, che pur avendo spiagge meravigliose nei dintorni vive e pulsa di attività locale tutto l’anno, con la cattedrale, il borgo medioevale, l’ospedale, i pescatori, gli artigiani, i forni ed il mercato. Ha anche qualche albergo stile Rimini, è vero. Ma non si può avere tutto, nella vita.

collino@cronacaqui.it

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