Foto Depositphotos
Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Angela, Saviano e Caravaggio

Meravigliosa la trasmissione di Alberto Angela sulle bellezze di Napoli, ma non per Saviano. Il camorrologo pelato, non potendo strapparsi i capelli, si straccia le vesti perché nel documentario non s’è fatto accenno ai guai della città. Eppure Angela aveva premesso in apertura che “come tutte le grandi città, Napoli ha le sue luci e le sue ombre, e spesso le cronache tendono a concentrarsi su queste ultime, ricoprendo in questo modo le sue luci. Noi, pur non ignorando le sue ombre, vogliamo mostrare le luci, come abbiamo fatto con altre città italiane”. Prologo inutile. Saviano ha scritto sul Corriere che “Usare le bellezze di Napoli per coprire il male significa consegnare la città all’oppressore, perché chi ha occhi per vedere quelle bellezze sa bene che non sono sfavillanti, ma piene di crepe e cicatrici, e che la città è costantemente oltraggiata da agguati che avvengono tra i suoi abitanti, mettendone costantemente a rischio l’incolumità”. Come dire “Io campo scrivendo contro la camorra, non me la sminuite”. Qualcuno gli dovrebbe ricordare che Alberto Angela si occupa di arte e di bellezza, non di morale e ordine pubblico. Ed è sciocco ricorrere al “sì ma”. Quella donna e bellissima? Sì, ma ruba. I quadri di Caravaggio sono meravigliosi? Sì, ma lui era un assassino rissoso. Tra luce ed ombra, Saviano sceglie l’ombra, senza capire che la realtà nasce dalla fusione di entrambe. Proprio Caravaggio ne è la prova. Nei suoi dipinti la luce che emerge dall’ombra scolpisce le figure con un forza che toglie il fiato. Ma lo scortato se ne frega “No – ordina – non guardate quei colori, quel pathos. Sono solo poche figure in mezzo all’oscurità. Dovete guardare solo quella”.

collino@cronacaqui.it

Condividi sui social:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Scopri inoltre...

Buonanotte
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo