lazzaro vieni fuori
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IL PERSONAGGIO

Andrea G Pinketts, il genio dimenticato e l’associazione di amici diventa editore

Una nuova veste per “Lazzaro, vieni fuori”

Il primo novembre è appena passato e quasi distrattamente puoi pensare che, di nuovo, come è ormai da tre anni, non c’è Andrea G. Pinketts a cominciare come sua tradizione un nuovo romanzo. Magari seduto a un tavolino del Trottoir, là dove Milano diventa Brera, ché si tratta di un altro mondo e pazienza se i Navigli soffrono di gentrificazione, il romanticismo non muore. E chissà se i Baustelle potrebbero pensare a lui, nei panni del «romantico a Milano».

Andrea G. (che stava per Genio, era solito dire, anche se la fredda anagrafe ci ha tolto il fascino rivelandoci che si chiamava Andrea Giovanni Rodolfo Pinchetti) non c’è più e in qualunque altro mondo o circostanza ci sarebbe la coda per celebrazioni, riscoperte della sua opera, edizioni antologiche, vanno bene anche ripubblicazioni economiche. Giornalista investigativo, ex pugile, scrittore pulp quando questa parola non andava di moda (e se non il padre di certo è stato lo zio dei Cannibali, di quegli zii che ti passano un sigaro e un bicchiere di nascosto), è stato soprattutto quello che uno scrittore deve essere: uno che gioca con la scrittura, che trasforma il linguaggio, che ti fa la letteratura e peraltro se ne sbatte dei premi – lui che pure ne aveva collezionati -, dei circoletti e delle classifiche.

Se Andrea non c’è più, c’è ancora Lazzaro Sant’Andrea, il suo alter ego letterario, l’investigatore della vita più che della cronaca, un po’ bandito un po’ angelo, ragazzo adulto, un po’ Pinketts e un po’ Pinchetti, quanto Pinketts-Pinketti poteva essere Lazzaro Sant’Andrea. “Lazzaro vieni fuori”, il suo romanzo d’esordio, esce adesso in una nuova veste, arricchita da contributi speciali e da una nota di Andrea Carlo Cappi, amico, editor di Pinketts, complice in quel di Andora per il festival noir, scrittore sotto pseudonimo per Segretissimo. Un romanzo – che, vedi i casi della vita, riecheggerà potente quando da giornalista Pinketts seguirà il caso del mostro di Foligno, divenendo investigatore – con la sigla “Associazione culturale Andrea G. Pinketts”, ossia gli amici che si fanno editori. Ciao Andrea, quanto ci manchi (soprattutto quando alcuni provano a definirsi scrittori noir, anzi scrittori).

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