spaccate barriera
Cronaca
IL REPORTAGE

Ancora spaccate nella notte a Barriera: «Abbiamo bisogno di vedere le divise»

La commerciante vittima di furto: «Dobbiamo essere aiutati, non potete abbandonarci»

Barriera e Aurora, due quartieri che si confondono l’uno con l’altro, di recente prede di bande, rapinatori e sentine di spacciatori. La gente di qui non ci sta e a parlare per prima è la titolare di una boutique di corso Vercelli, all’angolo con via Rossi.

L’ULTIMA SPACCATA
Martedì mattina alle 5, un uomo ha mandato in frantumi una delle vetrine, è entrato nel negozio e ha rubato alcune borse, poi è fuggito. Il marito della titolare lo ha inseguito, «è quasi riuscito ad acciuffarlo – racconta la commerciante -, ma quello si è liberato ed è scappato».

La donna allarga le braccia: «Certo, tra il cambio del vetro e la merce rubata, mi sono giocata le ferie. Ma non è questo il problema. Quel che più mi preoccupa è che Barriera passi come un quartiere malfamato e pericoloso. Così la gente qui non viene più e noi rischiamo di chiudere. Adesso basta, che le forze dell’ordine siano un po’ più presenti e i problemi si risolvono».

MEGLIO IL 2018
La commerciante ricorda che nel 2018 «per un anno e mezzo le cose sono andate meglio, la polizia c’era e si vedeva, avevamo fiducia. Poi è stato il declino. Il Covid, e ora siamo al punto di prima».

La richiesta dei commercianti, ma anche di chi a Barriera di Milano e ad Aurora vive e lavora, è quella di vedere poliziotti, carabinieri e semmai anche i soldati in strada, «perché qui è come in altre parti della città, ma dovremmo essere aiutati».

PRESIDI (SEMI)FISSI
Ieri ad esempio, uno dei punti fissi di controllo interforze, il retro della parrocchia Maria Regina della Pace, era pressoché sguarnito: c’era solo una pattuglia della Municipale, ma due giorni fa e anche il giorno prima, non si sono viste divise. «Il progetto “Strade Sicure” – spiegano in questura – è sempre attivo, ma i punti di controllo variano a seconda delle necessità», ma anche delle disponibilità, perché accade che nel redigere gli ordini di servizio ci si possa accorgere di non avere a disposizione le risorse umane necessarie, così avvengono i tagli.

SVAGO AL MERCATO
Ieri mattina al mercato che si estende da corso Palermo fin quasi in pizza Cerignola, c’era molta gente. Massaie e anche numerosi anziani: «Il mercato, ma dopo le le 10 del mattino e solo fino all’ora di pranzo – spiega la signora Concetta di 75 anni, originaria della Puglia, ma da una vita a Torino – è forse l’unica occasione di svago che mi posso permettere. Qui e a quest’ora mi sento sicura, non è mai successo nulla. La sera, o anche solo il tardo pomeriggio, è diverso: ci sono gli spacciatori, bande di stranieri, ma anche di italiani sembrano i padroni della strada ed è meglio stare chiusi in casa. Questo non è giusto, anche se mi rendo conto che alla mia età, se anche avessi la possibilità di uscire di casa la sera, forse non lo farei. Ma mi piacerebbe avere la possibilità di farlo».

TUTTI PIU’ POVERI
Sulla recrudescenza della criminalità, specie quella di strada (lo dimostrano i dati diffusi due giorni fa dalla questura), ciascuno dice la sua, ma Ettore che sta abbassando la serranda del suo negozio di ottica ad Aurora, sembra avere le idee chiare: «Ci sono tanti disperati in giro e non c’è lavoro. E chi è disperato può superare ogni limite, ma questa non è una giustificazione. Piuttosto è un’emergenza che la politica deve affrontare, perché la sicurezza non è solo una questione che riguarda la polizia». A Barriera, come ad Aurora, il sole tramonta, un altro giorno se ne è andato. Nei palazzi di periferia, tra le fessure delle tapparelle chiuse, si scorgono le luci delle case. Fuori calano ombre, sono i pusher agli angoli delle strade, quelle più buie dove l’insicurezza non sembra essere solo una percezione.

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