La bambolina voodoo ritrovata davanti a un negozio di tappeti
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Anche i riti voodoo contro la Ztl: «Qualcuno cerca di spaventarci»

Bambolotti incastrati tra vetrine e serrande. De Reviziis: «Non ci fermeremo»

Nei giorni prima dello spiacevole ritrovamento si era svegliato più volte nel cuore della notte senza motivo. Il commerciante di tappeti orientali Alberto De Reviziis, protagonista di questa storia, non ha dubbi: «Sono presagi di sventura del voodoo». Quelle che possono sembrare soltanto supposizioni astratte, trovano una spiegazione materiale nella bambolina in legno e paglia che il commerciante ha trovato mercoledì scorso davanti al suo negozio. «Era incastrata tra la vetrina e la serranda – spiega De Reviziis, convinto che sia stata messa lì con un intento ben preciso – forse per augurarmi morte e malattia». Il venditore di tappeti, esperto di arte orientale, ha subito riconosciuto le fattezze dell’oggetto magico «realizzato senza dubbio da qualche africano o sudamericano», e ha provveduto a bruciarlo «per annullare l’effetto del malocchio».

«Ultimamente – spiega – si trovano sempre più bambole di questo tipo, lasciate appositamente in parchi pubblici, vicino agli alberi e nei luoghi frequentati da famiglie». Per il negoziante, promotore del comitato “No ztl prolungata”, la minaccia nei suoi confronti sarebbe però stata commissionata da un italiano «magari con l’intento di dissuadermi dalla protesta contro il piano dell’assessore Lapietra di estendere l’orario della Ztl in centro città». De Reviziis, dopo aver fatto benedire il suo locale da un frate francescano, ha deciso di correre ai ripari, facendo installare una seconda telecamera di sicurezza: «Ora mi sento più sicuro, il pc ha ripreso a funzionare e finalmente riesco a dormire sonni tranquilli».

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