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Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Anche le stelle tramontano

La cosa più interessante (si fa per dire) dello scenario politichese italiano degli ultimi giorni è stato il divorzio fra Giggino e Giuseppi. Come in tutti i divorzi ognuno dei due ha incolpato l’altro e ha cercato di ottenere più “robba” possibile. A Di Maio è riuscito meglio: si è portato via ben 60 deputati tra i meno peggiori della banda. A Conte restano i desperados, che però lo seguono solo perché hanno paura di perdere il vitalizio in caso di elezioni anticipate e sperano (come peraltro anche i graduati di Gigino) nella caduta del divieto al triplo mandato. Sanno tutti che sarà dura farsi rieleggere, con la percentuale M5S crollata a livelli di prefisso telefonico, ma almeno chi è già dentro conta di avere più chances, sventolando la doppia pratica sul campo, di accaparrarsi i pochi seggi rimasti. Bassa cucina, insomma. E’ il crollo definitivo del programma roboante con cui i seguaci del clown si erano accinti ad aprire il Parlamento come una scatola di tonno. Ecologia, pacifismo, no statuto, no partito, no Tav, no Tap, no Triv, rinuncia alla paga e al terzo mandato: tutto rimangiato, meno la cadrega. E non ci sarà un bis. Conte e Di Maio cercheranno di sfruttare la visibilità mediatica accumulata in due legislature guidando partitini come quelli di Mariotto Segni e Lamberto Dini, poi spariranno, come loro. Grillo? Credo che anche lui sparirà senza neppure tornare al cabaret, primo perché è abbastanza vecchio e ricco, secondo perché se toglie i vaffa dal suo repertorio non gli resta nulla. Il suo grande abbaglio (in parte anche nostro) è stato pensare che in Italia ci fosse di là una casta politica inetta e corrotta e di qua un popolo onesto e capace. Non è così. Si è visto.

collino@cronacaqui.it

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