GRU-CADUTA
Cronaca
L’INCHIESTA

Anche i droni e le immagini in 3D per ricostruire le cause del dramma

Aperto un fascicolo per omicidio colposo. Una ditta aveva chiesto al Comune di chiudere la strada

Non c’è ancora alcuna evidenza certa della causa dell’incidente – e non ci sono indagati – per la strage di via Genova, in cui sabato scorso hanno perso la vita Roberto Peretto, di Cassano d’Adda (Milano), 52 anni, Marco Pozzetti, 54, di Carugate (Milano) e Filippo Falotico, 20 anni, di Coazze (Torino). I primi due operai sono morti sul colpo, precipitando dal braccio della gru crollata, il terzo poco dopo in ospedale, al Cto di Torino. La procura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo plurimo e ieri sono state eseguite le autopsie sui corpi dei tre tecnici specializzati a lavorare in altezza.

I vigili del fuoco sono al lavoro per ricostruire alcuni aspetti dell’incidente: per documentare ogni traccia hanno usato anche un drone, mentre la polizia scientifica ha realizzato immagini in 3D con un’apparecchiatura laser. I vigili del fuoco mercoledì faranno un sopralluogo insieme al perito dell’accusa e ai periti nominati da alcune delle ditte coinvolte (Fiammengo, Locagru e Calabrese) per “fotografare” i resti delle gru e degli attrezzi, prima che inizino i lavori di rimozione, che necessiteranno di alcuni giorni.

Per ora la zona del tragico incidente resta sotto sequestro. Ad analizzare la dinamica dell’incidente, ancora poco chiara, sarà lo Spresal. L’unico fatto certo è che la gru mobile e la seconda gru sono entrate in rotta di collisione quando ciò non sarebbe dovuto accadere. Verranno prese in considerazione tutte le ipotesi: dal cedimento meccanico dell’auto gru, a un ipotetico errore umano, al cedimento del terreno (che potrebbe anche essere però la conseguenza e non la causa dell’impatto tra i bracci metallici).

Un altro aspetto che verrà considerato dagli inquirenti – relativo alle lesioni subite dai passanti, come l’automobilista Pier Luigi Erre, che ha rischiato di rimanere schiacciato nella propria auto – è relativo alla non chiusura totale della strada. La Fiammengo, ditta responsabile del cantiere, aveva scritto al Comune alcuni giorni prima della tragedia per chiedere che quel tratto di via Genova venisse isolato, di modo che l’operazione di montaggio delle gru fosse a debita distanza da passanti e automobilisti. Dal Comune però, avrebbero consentito il blocco soltanto di metà carreggiata.

Due vigili in borghese – ancora sotto choc – che erano a sorvegliare la strada, hanno assistito a tutta la scena. La loro testimonianza, così come quella degli altri testi, è stata ascoltata dagli agenti del commissariato Barriera Nizza, i primi ad arrivare sul posto.

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