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IL CASO

Analisi del sangue al Mauriziano. Rivolta negli ospedali dell’Asl To3

Polemiche per la decisione, oggi interrogazione in regione

La concentrazione delle analisi del sangue dell’Asl To3 sta scatenando proteste a Rivoli e Pinerolo, che vedrebbero i loro ospedali “azzoppati”, mentre il San Luigi non sarebbe nemmeno sede secondaria.

La modifica è stata comunicata ieri con una nota informativa, ma era già oggetto di discussione da tempo. In sostanza prevede per l’area Torino Ovest, quella dell’Asl To3, che il Mauriziano di Torino diventi hub (sede principale) in grado di fare analisi in grande automazione, mentre gli ospedali di Pinerolo e Rivoli diventerebbero laboratori Spoke (secondari). In sostanza a Pinerolo e Rivoli si farebbero solo più analisi per interni (ovvero i ricoverati), urgenze e per particolari tipologie di pazienti, per esempio oncologici e nefrologici. Tutti gli altri esami del sangue sarebbero svolti al Mauriziano dal 1° aprile 2019, con almeno 3 invii al giorno per garantire refertazione ed esecuzione entro 4 ore. La Regione promette risparmi sul canone di noleggio dei macchinari (oggi di 542mila euro l’anno), nonché una riduzione di spesa per reagenti di un milione di euro, a fronte dello stesso servizio per l’utente e lo stesso numero di posti di lavoro.

Le rassicurazioni però non bastano. Oggi in consiglio regionale il consigliere del M5S Davide Bono dovrebbe interrogare l’assessore Antonio Saitta sull’argomento, le forze politiche di Rivoli invece hanno preparato una mozione per chiedere un passo indietro alla Regione, mentre l’amministrazione di Pinerolo preparerà un documento: «Si spenderanno circa 60mila euro al mese per i trasporti, cioè 200mila euro in più all’anno dei canoni di affitto – contesta l’assessore pinerolese alla Sanità, Lara Pezzano -. Inoltre non ci sarà lo stesso servizio, altrimenti non si farebbe eccezione per i pazienti oncologici o nefrologici. Se ci sono anomalie negli esami, Pinerolo contatta subito il paziente e il suo medico. Spostando le analisi, si romperebbe questa catena di assistenza territoriale».

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