Sonia Schellino
News
L’INTERVISTA. L’assessore al Welfare, Sonia Schellino

«Anagrafi, Atp e musei. Un‘attività per gli 8mila che ricevono il reddito»

Secondo l’Inps le richieste sono state oltre 17mila. «La metà avvierà il percorso con i servizi sociali»

Qualcuno andrà in anagrafe, qualcun altro in biblioteca o fuori dalle scuole. Poi ci sarà chi si occuperà di fare animazione agli anziani, di ripulire i giardinetti e di indicare ai turisti i luoghi degli incontri durante le Atp Finals. Dei circa 17mila che, a Torino, hanno fatto richiesta per ottenere il reddito di cittadinanza, oltre la metà sarà impegnata tra le fila del Comune. È tutta una questione di dare e ricevere, come spiega l’assessore alle Politiche sociali e vicesindaco Sonia Schellino.

Assessore, è con i volontari del reddito di cittadinanza che si eliminano le code in anagrafe?
«I volontari potrebbero essere impegnati in attività all’interno dell’anagrafe per dare informazioni e supporto a chi è in coda. Una persona che conosce le lingue, ad esempio, potrebbe essere di aiuto traducendo le informazioni che sono scritte in italiano nei nostri uffici».

In quanti, a oggi, hanno fatto richiesta per ottenere il reddito?
«Secondo i dati Inps che abbiamo ricevuto ci sono state circa 17mila richieste. Sono tante. La metà di queste persone, più o meno, verrà indirizzata direttamente nei centri per l’impiego, gli altri avvieranno un percorso con i Servizi Sociali del Comune».

Cosa significa?
«Stipuleranno con noi un patto per l’inclusione sociale. Dopodiché verranno affidate a un manager che li seguirà in tutte le loro problematiche passo dopo passo. Dal canto loro, dovranno svolgere 8 ore settimanali a beneficio della comunità».

Che cosa faranno in queste ore?
«Saranno tutte attività a supporto dei cittadini. Potrebbero essere impiegati nelle biblioteche, ad esempio, o nei luoghi dove generalmente si fanno code, come appunto l’anagrafe o in ospedale per facilitare l’accesso ai servizi. Abbiamo anche pensato a una possibile occupazione fuori dalle scuole, come dei moderni nonni-vigili a controllo dell’uscita dei ragazzi. Stiamo anche pensando a collaborazioni con altri enti pubblici. Tutto sta nel costruire e concordare insieme i percorsi».

Potrebbero essere impegnati anche nella pulizia e manutenzione delle aree verdi?
«Sì, pensiamo di organizzare delle giornate in cui prendersi cura dei giardinetti, ma sia ben chiaro che non è un lavoro. Abbiamo già iniziato a interagire con i sindacati proprio per garantire la non interferenza con lavori retribuiti. Questo non è uno stratagemma per non assumere».

In quali altri ambiti potrebbero “restituire” servizi?
«Potrebbero svolgere delle attività all’interno dei centri diurni per disabili. Penso ad azioni che contribuiscano a migliorare la qualità del tempo libero. Lo stesso valga per gli anziani. Anche durante le grandi manifestazioni».

Come le Atp, ad esempio?
«Perché no, potrebbero contribuire a facilitare la fruizione dell’evento. In particolare chi sa le lingue potrebbe dare una mano per facilitare la comunicazione con gli stranieri. Fermo restando tutte le necessità di assicurazione e formalità burocratiche che dovranno essere affrontate».

Quando entrerà in servizio questo esercito di volontari?
«Ci piacerebbe già per fine anno, ma più probabilmente per l’inizio del 2020».

Potrebbero poi essere riassorbiti in Comune?
«No, assolutamente no. Per entrare a lavorare in Comune bisogna passare un concorso. Ma può essere l’occasione per creare contatti sociali e rientrare così nel mondo del lavoro, anche se non direttamente tramite questa esperienza».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo