Alessandra Zorzin
Profondo Giallo
UCCISA UNA MAMMA

Ammazzata dall’amico. Lo voleva allontanare: «I vicini pensano male»

Ha aspettato che la 21enne Alessandra Zorzin, fosse sola in casa. A pranzo, quando il marito era dai genitori, la figlia all’asilo, le ha sparato al volto mentre era in camera da letto, all’apice di una discussione su quella loro amicizia particolare. E quando ha varcato la porta, ai vicini che gli chiedevano spiegazioni per quel rumore anomalo che aveva squarciato il silenzio della zona, il killer ha risposto: «È solo caduto un mobile». Raggiunta la sua auto l’uomo, un 38nne padovano, di professione guardia giurata, ha tentato la fuga. In serata, sentendosi braccato da decine di pattuglie di carabinieri e polizia, Marco Turrin si è tolto la vita con la stessa arma con la quale aveva ucciso Alessandra. Ancora un femminicidio nel Vicentino, a distanza di cinque giorni da quello di Noventa Vicentina, dove una donna nigeriana di 30 anni è stata uccisa dal marito, fermato dopo una fuga di 30 ore. Il delitto ha come scenario Valdimolino, poche case in un polmone verde nel comune di Montecchio Maggiore. La vittima, «Ale» per quanti la conoscevano, faceva la parrucchiera ed era mamma di una bambina di due anni e mezzo, che adorava e di cui postava spesso foto su Facebook. A trovarla, intorno alle 13, in camera con i vestiti insanguinati, il convivente, Marco Ghiotto, tornitore di 28 anni. Erano stati i vicini a chiamarlo, insospettiti da quel rumore anomalo che non poteva essere stato provocato dalla caduta di un mobile. Gli stessi vicini che lo hanno visto allontanarsi in auto. La vittima conosceva bene Turin, che era stato visto altre volte da queste parti. I vicini li hanno sentiti discutere. I toni accesi, le urla, poi quel «tonfo sordo» che – raccontano alcuni testimoni – «sembrava uno sparo».

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