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SCENA DEL CRIMINE

Ammazza la fidanzata poi tenta di uccidersi: si pente e si costituisce

C’è un barlume di lucidità nel chiamare i soccorsi dopo aver compiuto un omicidio. La luce di coscienza che arriva come un fulmine a ciel sereno è il culmine massimo di uno stadio in cui certamente l’adrenalina in corpo è a livelli altissimi. È successo al ventottenne Antonio De Pace, reo confesso dell’omicidio della sua fidanzata Lorena Quaranta di ventisette anni, proprio lo scorso martedì nell’abitazione in cui convivevano a Furci Siculo, in provincia di Messina. Dopo averla strangolata, l’omicida in stato confusionale ha subito avvertito le forze dell’ordine del gesto compiuto. La ragazza originaria di Favara era studentessa presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Messina e il De Pace iscritto alla Facoltà di Odontoiatria. Durante l’interrogatorio il reo l’uomo ha sostenuto, una versione che non ha convinto gli inquirenti. L’inchiesta è coordinata dalla procura di Messina e ad oggi il giovane si trova nel carcere di Vibo Valentia con l’accusa di omicidio volontario. Da una prima ricostruzione della criminodinamica dell’omicidio, il De Pace l’avrebbe strangolata per poi dare sfogo ad un gesto anti conservativo utilizzando un coltello per tagliarsi i polsi e in seguito la gola. Ma è proprio intorno alle otto del mattino che ha il coraggio di chiamare i carabinieri.

Una versione che è tuttora al vaglio degli investigatori, per cui sono in corso ulteriori accertamenti su cosa abbia provocato la lite tra i due giovani. I carabinieri stanno sentendo diverse persone tra il loro circuito di familiari e amici. I genitori di Lorena, originari della provincia di Agrigento, sono riusciti a raggiungere Messina nonostante le difficoltà delle restrizioni dettate dall’emergenza coronavirus increduli di cosa sia successo alla loro figlia. Il sindaco Francilia, a nome dell’amministrazione comunale, ha espresso «i più profondi e sinceri sentimenti di cordoglio per la tragedia immane. «L’assassinio della giovane Lorena Quaranta – dichiara il primo cittadino – ci lascia sgomenti ed increduli. In segno di lutto, il giorno dei funerali sulla facciata del municipio, la bandiera comunale sarà posta a mezz’asta. Che la Vergine Madre della Consolazione dia una carezza di conforto ai familiari che portano nel cuore la tristezza ed il dolore per l’incomprensibile perdita dell’amata Lorena, vittima di un gesto assurdo che ha spezzato la sua vita. Porgo la mia più affettuosa vicinanza esprimendo le più sentite e sincere condoglianze». È stato addirittura chiesta all’arcivescovo un’eccezione affinché i funerali possano essere celebrati ugualmente, anche se solo con la presenza dei familiari più stretti. Il divieto attuale che impone la sospensione di riti funebri «sarebbe un secondo enorme dramma».

L’ennesimo caso di omicidio nei confronti di una donna, questa volta giovanissima e brillante studentessa. Certamente non è una lite la ragione congrua per arrivare ad un omicidio del genere, per strangolamento peraltro, bensì deve esserci dell’altro.

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