IL CASO

Ambulanze in ritardo di 45 minuti: «Mandate nel Comune sbagliato»

Il numero unico 112 ha indirizzato i mezzi a Pinerolo invece che a San Secondo

Le autoambulanze del 118 mandate a Pinerolo invece che a San Secondo di Pinerolo. Un errore che non è costato caro perché la donna da soccorrere in realtà era già morta da ore ma che ha comunque scatenato lo sconcerto e la rabbia dei parenti. E non solo la loro, visto che un disservizio simile nel caso, ad esempio, di un infarto, poteva avere davvero conseguenze gravissime.

Il fatto è successo tre giorni fa e sta facendo molto discutere. Tutto è cominciato quando una donna, preoccupata per il lungo silenzio della mamma 83enne, si è recata a casa sua. Nessuno le apre alla porta ma da una finestra la donna vede l’anziana seduta sulla poltrona, immobile, e ovviamente chiama subito il numero unico 112. In centrale le assicurano che, a breve, sarebbero intervenuti vigili del fuoco e autoambulanza.

Ma dei soccorsi non si vede traccia e la figlia, sempre più preoccupata, riesce a sfondare la porta ed entrare nell’appartamento: annulla quindi la chiamata dei vigili del fuoco, ma non quella del mezzo di soccorso. Anzi sollecita il 112, che le passa il 118 e ripete per filo e per segno indirizzo, Comune e così via. Una trafila che si ripete addirittura per quattro volte, finché, dopo tre quarti d’ora, non sente finalmente le sirene sotto casa.

Troppo tardi: i sanitari constatano che per l’anziana non c’è nulla da fare, perché era morta da qualche ora. Resta però il rammarico e la rabbia per una vicenda che ha dell’inspiegabile. A spiegare il disguido ci pensa Giovanni La Valle, direttore sanitario della Città della Salute di Torino: «Purtroppo c’è stato un errore di geolocalizzazione e non si può dare la colpa a qualcuno. Ci siamo però confrontati per capire come poter ovviare a casi del genere e migliorare. Sono errori molto molto rari, ma essendo interventi di urgenza, sappiamo che possono costare caro a chi è in difficoltà».

Ma cos’è successo in pratica? «Quando il 112 riceve una chiamata, c’è un centro elaborazione dati che geolocalizza la chiamata per inviare i soccorsi. In questo caso c’è stato un problema perché ci sono due vie con lo stesso nome a San Secondo di Pinerolo e Pinerolo e i due Comuni sono confinanti». Sicuramente, in questo sbaglio, ha pesato anche il “di Pinerolo” nel nome di San Secondo. Il disguido non ha avuto conseguenze fatali, ma resta comunque la preoccupazione, la rabbia e il dispiacere, anche dei testimoni involontari.

Daniela B., infatti, racconta: «L’ambulanza è arrivata nella mia strada, in via Cagni a Pinerolo e gli operatori del 118 , vedendomi sul balcone, mi hanno chiesto se qualcuno della nostra scala li avesse chiamati. A loro risultavano solo il nome della via e il numero civico. Poco dopo è arrivata una seconda ambulanza e la scena si è ripetuta». I sanitari hanno mostrato la loro preoccupazione in attesa di capire cosa fosse andato storto, poi sono stati finalmente indirizzati in via Cagni ma a San Secondo. Con tre quarti d’ora di ritardo.

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