CORSO MATTEOTTI

Ambulanti costretti al trasloco. «Ma qui non vendiamo nulla»

Le difficoltà degli extra alimentari: «Così è dura»

Emigrare altrove per poter lavorare. «Vendiamo poco o nulla, ma l’alternativa era restare a casa». E così capita che dopo lo stop alla vendita dei prodotti extra-alimentari, gli ambulanti si spostino dai loro mercati e ripieghino nelle cosiddette Acc, le aree di copertura commerciale. A Torino ce ne sono dieci e si tratta di luoghi che un tempo erano mercati ma che, grazie alle delibere comunali, si sono trasformate e oggi possono avere fino a un massimo di sei posteggi. Una di queste è la banchina alberata di corso Matteotti. Fabio Oberti è qui da due sabati e vende intimo e calzature. «Siamo l’anello debole del settore, ma io non posso restare a casa. Ho due figli e le spese».

A due passi ci sono la stazione Porta Susa, il grattacielo Intesa Sanpaolo, la Questura, la Croce rossa e uffici. Ma la gente, in settimana, scarseggia. Va un po’ meglio al sabato, dove arrivano anche un contadino e un formaggiaio che attirano qualche cliente in più.

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