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Economia
LA PROTESTA

Amazon, si fermano oltre 4mila lavoratori

Dagli autisti “a somministrazione” ai dipendenti, lunedì incrocia le braccia l’intera filiera in Italia
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Lunedì, con molta probabilità, una gran parte delle persone che attendevano la consegna di un ordine su Amazon, anche in Piemonte, non sentirà suonare il citofono. Per la prima volta in tutta Italia, infatti, incroceranno le braccia non solo i dipendenti del colosso di Seattle, che nello stabilimento di Torrazza ne impiega 1.700, ma anche 2.200 lavoratori indiretti “a somministrazione”. Gli autisti, insomma, che denunciano carichi di 44 ore di lavoro alla settimana, tra le 180 e le 200 consegne giornaliere e senza indennità Covid, imposte da un algoritmo a cui interessano per nulla le variabili umane al volante, che siano quelle della vita o del traffico stradale.

Lo sciopero di 24 ore è stato proclamato dai sindacati dopo l’interruzione della trattativa con Assoespressi sulla piattaforma per la contrattazione di secondo livello della filiera Amazon, che interessa proprio i lavoratori guidati dal “padroncino virtuale”. Ma la protesta coinvolgerà tutto il personale della filiera, anche i magazzinieri. In Piemonte si svolgeranno iniziative a Brandizzo, Cherasco e Fubine dalle 8 alle 10, a Vercelli e Torrazza Piemonte per il primo turno dalle 6 alle 8, per il secondo turno dalle 14 alle 16. «Dentro i magazzini si lavora otto ore e mezzo con una pausa pranzo di mezz’ora, ma nessuna verifica dei turni di lavoro, nemmeno nei magazzini di smistamento» spiegano dalle segreterie di Fit Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, che hanno proclamato la mobilitazione con un lunga lettera aperta indirizzata ai consumatori di Amazon.

«Scioperano le persone che, mai come in questo ultimo anno, ci hanno permesso di ricevere nelle nostre case ogni tipologia di merce in piena comodità. La nostra – sottolineano i segretari De Rosi, Diamante e Odone -. Quelli e quelle che consegnano i pacchi; quelli e quelle che ancora prima lo preparano per la spedizione. Un esercito composto da circa 40 mila lavoratori e lavoratrici che non si ferma mai».

Un esercito di “fantasmi” assolutamente visibili, specie nell’ultimo anno. «Quelli e quelle che, insieme a voi, hanno soddisfatto il boom di ordini, e quindi di fatturato, di tutto il sistema del commercio elettronico – continua la lettera -. Lavoratori e lavoratrici “indispensabili”, così vengono continuamente definiti da tutti. Così senz’altro li abbiamo percepiti e continuiamo a percepirli noi tutti e tutte. Ma come tali non vengono trattati». E dire che il motto di Amazon sarebbe proprio “Work hard, have fun, make history”. Ovvero, “Lavorare duro, divertirsi, fare la storia”.

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