tartufo rivalba
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IL PRODOTTO TIPICO I Savoia lo usavano come dono

Amato già da Cavour, il tartufo di Rivalba ”sfida” quello di Alba

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Rivalba è un piccolo comune delle colline torinesi fra Gassino e Chieri che vanta il privilegio di essere una delle capitali italiane del tartufo. Nel nostro Paese è presente in diverse regioni, sia bianco che nero ma è soprattutto in Toscana, Umbria, Lazio e Piemonte che è possibile trovare le varietà più pregiate.

Nonostante il tartufo abbia origini antichissime, è solo a partire dal Settecento che viene classificato con il nome latino Tuber Magnatum grazie al medico torinese Vittorio Pico, che definì il tartufo bianco come il “tartufo dei magnati”. I Savoia, amanti sfegatati del tartufo, lo inviavano come dono diplomatico a tutte le altre corti europee, Cavour da buon stratega lo usava come arma gastronomica così come decine di scrittori e poeti ne hanno decantato nelle loro opere le bontà olfattive e gastronomiche.

Se quello di Alba è il re dei tartufi non è di meno quello di Rivalba e della collina. Dal giugno del 1991 si è costituita l’associazione per il tartufo della provincia di Torino, denominata “Trifule & Trifulè”.

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