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Cultura
24 GIUGNO 1717

AMARCORD. Un brindisi davanti a una birra: la Massoneria nasce in taverna

Per i nobili del tempo era una specie di passatempo bizzarro

Un brindisi alla birra: la massoneria, la più celebre tra le società segrete di ogni tempo, nacque così. A tenere questo singolare battesimo fu un nucleo di gentiluomini inglesi, ansiosi di fare qualcosa di nuovo (e, forse, di una salutare ciucca). Ma sì: la Libera Muratoria nacque il 24 giugno 1717, giorno di San Giovanni Battista, nella taverna Goose and Gridiron (letteralmente l’oca e la graticola), nei pressi della cattedrale di San Paolo, sotto il regno di re Giorgio I.

Altro che re Salomone, altro che Templari e altre simpatiche leggende dal sapore di romanzo d’appendice: i massoni del Settecento ereditavano il linguaggio simbolico dalle logge medievali, così come la segretezza e il mutuo soccorso. Tuttavia, non appartenevano alla “massoneria operativa” del passato: nella stragrande maggioranza, i massoni del secolo dei Lumi erano nobili e, per loro, l’adesione alla setta era una specie di passatempo bizzarro, un diversivo per spezzare la routine delle loro giornate. Per dirla con il linguaggio tecnico di allora, questi gentiluomini con i soldi costituivano i fratelli “accettati”.

Nel corso del Cinque e del Seicento, le gilde e le corporazioni medievali erano ormai in crisi, per mancanza di liquidità e cronica carenza di iscritti. Avevano però una prestigiosa storia alle spalle, talvolta di secoli. Farne parte era diventato un privilegio ambito. Così, le corporazioni in crisi aprirono le loro porte ai signori, per ovviare i pressanti problemi economici. Et voilà: alla fine, degli antichi intellettuali restò la simbologia, mentre entrò nelle logge un sempre maggiore afflato misterico, del tutto estraneo all’antica arte dei maestri costruttori di cattedrali, ma molto caro agli annoiati gentlemen di allora. Furono con tutta probabilità proprio i massoni accettati a portare in seno alle logge filosofie eversive: nelle logge ormai trovarono la loro seconda casa individui con il chiodo fisso dell’occultismo, dell’alchimia, dello spiritismo, della lotta alla Chiesa. Il 24 giugno 1717, con la creazione della Gran Loggia di Londra, avvenne la svolta: le logge locali furono riunite e controllate da quella centrale, con un Regolamento dei Frammassoni che fu rapidamente adottato per unificare la massoneria europea in linea con i princìpi di fratellanza e uguaglianza ispiratori della Rivoluzione francese.

Rapidamente, nonostante le ripetute scomuniche da parte dei papi, la massoneria divenne una specie di gioco alla moda nella nobiltà del Vecchio Continente. Un po’ tutti i nobili di idee più progressiste ne facevano parte e, per motivi politici, anche le teste coronate entrarono nelle logge. Sempre per gioco, si capisce. D’altronde, come ebbe a dire Maria Antonietta, non c’era niente di male nella massoneria: «si mangia e si beve e chi mangia e beve in allegria non cospira». La rivoluzione francese, nel 1789, sconfessò la regina. Ma questa è un’altra storia.

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