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VIALFRÈ – MONTALENGHE

Amadeo, il don che a 85 anni si divide tra due parrocchie

Oltre 60 anni di sacerdozio, dall’Africa al Canavese

Padre Mario Amadeo a 85 anni va su e giù per le colline del Canavese per dire messa. Nonostante l’età Padre Mario, missionario oblato di Maria Immacolata, ha ancora molta energia per occuparsi delle sue parrocchie, Vialfrè e Montalenghe, due piccoli paesi di meno di mille anime immersi nel verde della collina morenica.

«Sono nato nel ‘35 – si racconta l’anziano religioso – e sono stato ordinato sacerdote, frate, il 6 dicembre del 1959, ho quindi alle spalle oltre sessant’anni di sacerdozio. Il mio primo incarico fu in una parrocchia di Caserta, ma da allora la fede mi ha portato in giro per l’Italia e anche per il mondo. Sono stato per molti mesi, ma in quattro occasioni diverse, missionario in Senegal. Prima di arrivare in Canavese ero a Pescara, poi il Vescovo, monsignor Arrigo Miglio, mi ha chiamato qui».

Padre Mario arriva a Vialfré e Montalenghe nell’autunno del 2009, subentra ad altri parroci che avevano retto temporaneamente queste parrocchie e comincia la sua opera con dedizione. «Quando vivevo in paese mi piaceva molto stare in mezzo ai parrocchiani – ricorda il frate – adesso non vivo in parrocchia, ma quando ci sono le occasioni, le feste, gli eventi, sono molto felice di stare accanto alle persone di questi paesi. Ho trovato tanta brava gente, molti mi aiutano. Nonostante non sia semplice occuparsi di più di un paese, io non lo sento come un peso. Anzi, è un piacere».

L’emergenza sanitaria ha impresso un particolare ricordo in Padre Mario: «Mi dispiace soprattutto per Montalenghe. Una delle ricorrenze alla quale sono più legato è quella delle feste patronali: in questo paese si tiene l’ultima domenica di giugno e non si è potuto che fare due messe, senza festa e processione. Speriamo che il prossimo anno si possa ripristinare questa bella tradizione. Invece a Vialfrè il santo patrono si festeggerà ad ottobre per cui confido che si riesca a fare, magari con qualche accorgimento in più, ma rispettando la tradizione».

Padre Mario si dedica con grande passione al suo “gregge” nonostante gli anni non aiutino, ma ai quali sopperisce con tanta fede e cordialità. In Canavese sono molti i parroci che hanno un’età avanzata e che gestiscono anche più di una singola parrocchia, portando un messaggio di fede ma soprattutto stando vicini alla gente. «Durante la quarantena – conclude l’anziano religioso – informando i miei parrocchiani e il vescovo, celebravo ogni domenica mattina la messa. Sempre alle 10, non ho mai mancato e chi voleva, seppur non in presenza, poteva unirsi alla funzione spiritualmente. Non è stato facile e quando finalmente sono potute ricominciare le celebrazioni è stata quasi una benedizione poter reincontrare i miei parrocchiani».

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