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Cronaca
LA PAROLA AI CITTADINI

Alvei ko, rii a secco e tanti cinghiali: «Ora fondi per strade e marciapiedi»

In arrivo tre milioni di euro grazie ai fondi del Pnrr per le criticità più urgenti

Sentieri che sono tutto un programma, voragini sull’asfalto, rattoppi che saltano con i primi temporali e sospensioni sempre a rischio. E poi ancora le condizioni dei rii in collina, sempre in pessimo stato (a maggior ragione oggi che non piove mai), e i cartelli imbrattati dai vandali. Sono alcuni dei problemi della collina torinese, a cavallo tra le Circoscrizioni 7 e 8. Noie che durano da una decina d’anni, per scarsità di fondi e di manutenzioni diventate sempre più urgenti.

«Ma finalmente, anche grazie ai fondi del Pnrr – spiega il presidente della Circoscrizione 8, Massimiliano Miano -, riusciremo a mettere in sicurezza strade e marciapiedi collinari. Partendo ovviamente dai cantieri più urgenti. Per noi dovrebbero esserci tre milioni a disposizione». Senz’altro un bel regalo per la collina che, come detto, di gatte da pelare ne ha parecchie. A cominciare dai corsi d’acqua che scorrono dimenticati. I rii interessati nell’area considerata sono quelli di Val San Martino, Valsalice, Pilonetto, Revigliasco, Pattonera e Sappone. Negli stessi alvei si riscontrano: crescita di alberi e sterpaglie, discariche di sfalci e materiali a cielo aperto e tronchi di piante cadute perché secche o per causa di vento e temporali. Rami, montagne di foglie e un accumulo spaventoso di detriti anche sulle sponde e nei pressi delle strade «dove – spiegano i residenti della collina -, servirebbe più manutenzione». La maggior parte delle strade della collina, inoltre, è una gimcana. E in effetti a guardarlo bene, l’asfalto, non sembra esserci molto da ridere. In ultimo non mancano i cartelli imbrattati con lo spray e altre insegne quasi “divorate” dalle foglie delle piante. Vedi il quadrivio Raby, tra strada val Salice e strada San Vito Revigliasco.

E poi ci sono i cinghiali, che negli ultimi tempi sono stati segnalati praticamente ovunque. E che tal volta si spingono oltre il bosco di Cavoretto entrando anche nei cortili delle abitazioni private della colina. Forse sarà l’odore di cibo proveniente dai bidoni dell’organico, ma di sicuro c’è chi si è già detto preoccupato. Un bel guaio per i residenti, costretti a installare recinzioni più sofisticate. Il piano di contenimento del cinghiale sul territorio della Città Metropolitana, attivo dal 2019, ha già portato alla luce numeri emblematici ma in epoca Covid si è rallentato notevolmente. Tuttavia si segnalano gli oltre 1.200 incidenti tra auto e ungulati. A cui sono seguite, fino al 2018, un alto numero di richieste di risarcimento danni. Infine da segnalare la richiesta dei consiglieri del M5s della Circoscrizione 8, Raffaella Pasquali e Vittorio Francone. Un ordine del giorno per dichiarare di “interesse culturale” le 7 postazioni antiaeree del Pian del Lot, «per preservare – spiegano -, la memoria dell’eccidio e la passata storia di Torino». L’anniversario della strage, infatti, sarà sabato prossimo.

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