tori fuga
Cronaca
IL REPORTAGE

«Altro che tori, sono castrati. I troppi curiosi li spaventano»

Dal maneggio di San Gillio: «Se li vedete restate immobili e non urlate»

Ci sono ancora i peli sul parabrezza dell’Alfa Gt che sabato sera, sulla provinciale, ha avuto l’incontro ravvicinato con cinque quintali di bovino. Auto distrutta e conducente, un 22enne di La Cassa, sotto shock ma illeso. Il toro, invece, è morto sul colpo. E adesso dei cinque in fuga dalla Mandria, ne sono rimasti solo tre. Un altro esemplare, infatti, è stato catturato nelle scorse ore nei campi di grano fuori dalla Bizzarria. A sedarlo, intorno alle 22 di domenica, il veterinario dell’Asl To3, dopodiché il toro è stato riportato nel recinto della cascina San Lorenzo. Il maneggio di San Gillio dove, lo scorso 20 maggio, è avvenuta la “grande fuga”.

Federico, uno dei dipendenti della struttura, che conta un’ottantina di cavalli, racconta che gli animali, già un po’ vecchiotti (hanno dieci anni), hanno fatto tutto da soli. «Hanno aperto il recinto con le corna, volevano mangiare dell’erba fresca». Dopo l’accaduto, l’area della Mandria è diventata quasi off-limits. L’ingresso alla Bizzarria del parco è chiuso da giorni, e il Comune di Druento ha emesso un’ordinanza che vieta di circolare lungo il tratto che costeggia il muro di cinta della Mandria dall’accesso della Bizzarria, fino al guado. Un automobilista arriva, legge i cartelli e scuote la testa. «Era il mio giorno libero, volevo andare a pesca nel torrente. Pazienza, torno a casa». Sì perché la caccia al toro è entrata nel vivo.

Carabinieri con elicotteri e droni, polizia locale, protezione civile, veterinari, vigilanza faunistico ambientale. A fare le ronde c’è pure il sindaco di San Gillio, Gian Carlo Balbo. «Speriamo di non rivivere più una situazione così – afferma -. Non è stato facile dire ad alcuni ristoranti che non potevano aprire, e ringrazio chi da giorni sta facendo orari assurdi per risolvere il problema». Ma dove sono? Un cittadino li ha immortalati e ha messo la foto su Facebook. «Si, sono loro – annuiscono i dipendenti del maneggio guardando l’immagine -. Sono qui intorno, e senza troppi “curiosi” in giro li avremmo già catturati. I ciclisti quando li vedono urlano e li fanno scappare». La task-force operativa per la cattura ha pensato alle mucche in calore. Ma è un errore. «Non servono. Quei tori sono castrati», rivelano dal maneggio, aggiungendo poi che, in caso di avvistamento, «bisogna restare immobili. Non sono pericolosi, anzi hanno paura e scappano».

Certo, il giovane a bordo dell’Alfa un po’ di paura l’ha avuta eccome. A raccontarlo è Daniela Cavaliere, che abita di fronte alla strada dove è successo il sinistro. «Ho sentito una frenata e un botto forte. Il ragazzo era sconvolto, sono tornata in casa e gli ho portato dell’acqua. Ma in questa via – prosegue – ci sono già stati tanti incidenti con cinghiali, cervi e cavalli. Quel giovane guidava un’auto più grande. Mia figlia ha la 500 e se ci fosse stata lei, non so cosa sarebbe successo». L’Alfa è rimasta sul luogo incriminato, perché il 22enne è tornato a casa con un’altra auto. Il toro coinvolto nell’impatto, invece, è morto nel canale. Ieri sera, per recuperare i bovini rimasti, sono state chiuse la Sp. 08 di Druento da San Gillio a Givoletto e la Sp. 08 dir 03 da San Gillio a La Cassa. Una decisione presa dalla Città Metropolitana, in accordo con la Prefettura e i sindaci di Druento, San Gillio e La Cassa.

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