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Cronaca
IL FATTO

Altri 3 miliardi per il Tav, tunnel all’80%: ma il treno veloce partirà solo nel 2032

Nuove opere a gara per il tunnel, gli ultimi cantieri in Italia saranno assegnati tra fine anno e inizio 2022

Tre miliardi di euro. Tanto valgono i lavori che porteranno all’80% la realizzazione della galleria del Tav tra Italia e Francia. E tanti ne ha annunciati Telt all’Europa, un giorno prima di riunire tra Roma e Parigi il consiglio di amministrazione e assegnare altrettanti grandi appalti. Tra gli ultimi per la realizzazione dell’alta velocità che collegherà Torino con Lione, ma non prima del 2032. Questo l’ultimo “orario” confermato per una locomotiva che doveva partire rapida già trent’anni fa.

Il treno è in ritardo
Il passo conclusivo nella progettazione, si muoverà tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2022, quando sarà completata anche la gara per il segmento italiano del tunnel di base di 12,5 chilometri e la realizzazione della stazione internazionale di Susa. Il treno veloce su cui si discute in Europa da almeno trent’anni, però, non staccherà il biglietto prima di altri dieci. L’orizzonte annunciato lo scorso dicembre dall’allora ministro ai Trasporti, Paola De Micheli, non si sposta, né si anticipa al 2031 secondo quelle che erano state, precedentemente le previsioni del direttore di Telt, Mario Virano, dopo i fisiologici rallentamenti per il Covid.

Cinque anni di lavori
Gli ultimi lavori assegnati sono quelli per la costruzione del tunnel di base di 57,5 chilometri da Modane, che partiranno prima in Francia dove allo sbocco della galleria sorgerà la stazione di Saint Jeanne de Maurienne. In Italia, invece, sono stati già previsti sei mesi di ritardo dopo l’interruzione imposta dal primo Governo guidato da Giuseppe Conte e dal suo ministro alle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Dopo il “sì” del Parlamento arrivato nell’agosto di tre anni fa, però, la corsa è ripresa fino all’autorizzazione per costruire l’80% della galleria sotto le Alpi. Un primo lotto da 228 milioni di euro sarà realizzato senza macchine, ma con un metodo tradizionale di scavo, per cui si prevedono 70 mesi di cantieri di competenza del consorzio guidato da Implenia Suisse di cui fanno parte anche Itinera e Rizzani De Eccher. Il secondo lotto da 1,43 miliardi servirà per scavare 23,1 chilometri con le frese meccaniche del raggruppamento che fa capo al colosso francese Vinci associato con Webuild in Italia. Il terzo lotto, con altri 70 mesi di scavi a metodo misto, porterà il traforo al confine con l’Italia e il Piemonte, con un appalto da 1,47 miliardi e 22 chilometri di galleria che saranno realizzati dal gruppo Effiage con le italiane Ghella e Cogeis.

I finanziamenti Ue
Il rischio di perdere i finanziamenti dell’Europa pare sia stato evitato in tempo, con la conferma del contributo al 50% arrivata nelle scorse settimane dopo la rassicurazione dell’Italia sulla progetto della linea nazionale in capo a Rfi. Inoltre, Bruxelles ha appena approvato il nuovo Meccanismo di interconnessione in Europa, che prevede il finanziamento di trasporti e comunicazioni, fino al 2027 con investimenti per altri 30 miliardi. Anche sul Tav.

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