L'attore statunitense Bill Cosby
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Numerose le donne che hanno accusato il “papà d’America” di aggressioni sessuali

ALTRE 60 DENUNCE. Processo per stupro: il giudice lo annulla. Cosby salvo, per ora

Se verrà giudicato colpevole, l’attore statunitense, reso famoso dalla serie tv “I Robinson”, rischia fino 10 anni di carcere e una multa da 25mila dollari

Su Bill Cosby, l’attore statunitense reso famoso dalla serie tv “I Robinson“, pendono oggi tre capi d’accusa per violenza sessuale aggravata, ciascuno dei quali prevede una pena massima di 10 anni di carcere: in caso di condanna, potrebbero quindi essere riuniti in uno solo. A mettere nei guai il 79enne produttore cinematografico e sceneggiatore di fiction televisive era stata l’ex direttrice della squadra di basket della Temple University di Filadelfia, Andrea Constand, che nel lontano 2005 lo aveva accusato di averla drogata e poi stuprata l’anno precedente a Filadelfia. Il caso – chiuso poi nel 2006 grazie a un accordo extragiudiziale tra le parti – è stato quindi riaperto nel 2015 in seguito ad altre denunce che confermerebbero la tesi della Constand. Alla fine sarebbero almeno 60 le donne che hanno accusato Bill Cosby di aggressioni sessuali, ponendo fine, di fatto, alla sua carriera nel mondo del cinema.

Ma nonostante ciò, Bill Cosby per il momento è salvo. Il processo a carico del “papà d’America” è stato infatti dichiarato momentaneamente nullo dopo che la giuria non è riuscita a trovare un accordo: al sesto giorno di deliberazioni, i giurati hanno quindi comunicato al giudice lo stallo su tutti e tre i capi d’accusa.

Ad ascoltare in aula la decisione del giudice c’erano sia Cosby sia la sua grande accusatrice, Andrea Constand. E proprio il caso Constand è in realtà l’unico in cui le accuse di abusi sessuali sono arrivate fino in sede penale, ma solo perché tutte le altre accuse di violenza sessuale risultano nel frattempo prescritte.

La versione di Cosby è che tutti i rapporti sessuali siano stati consensuali. Ma i capi di imputazione nei suoi confronti sono tre e riguardano la presunta aggressione sessuale avvenuta nella casa dell’attore, a Filadelfia, nel 2004. Un’aggressione sessuale di cui sarebbe rimasta vittima la Constand.

«Non è un’assoluzione e non è una vittoria», ha quindi spiegato il giudice Steve O’Neill rivolgendosi all’accusa e alla difesa. Cosby sedeva serio e ascoltava attentamente con la consapevolezza che l’annullamento non mette la parola fine alla sua epopea giudiziaria, con diverse cause civili ancora da risolvere. E soprattutto con l’accusa che non molla: il procuratore Kevin Steele ha infatti annunciato che ripresenterà il caso.

Nonostante Cosby abbia avuto molte donne (il suo legale lo ha descritto come “infedele”) e sia stato sommerso dalle accuse di violenze sessuali, il processo a suo carico riguarda una sola notte del 2004, quando Constand denunciò che l’attore si sarebbe approfittato di lei dopo averle somministrato sedativi per renderla incapace di intendere e di volere.

Andrea Constand è quindi rimasta in piedi, immobile e con un mezzo sorriso stampato sulle labbra, mentre il giudice comunicava ad accusa e difesa la sua decisione di annullare il processo. Ma la donna lo sa bene: la battaglia contro il “papà d’America” non è ancora terminata e ci sarà tempo e modo di ottenere giustizia. Se Cosby verrà giudicato colpevole, rischia fino 10 anni di carcere e una multa da 25mila dollari.

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