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Esteri
IL CASO

Alpini e marines sui monti olimpici. I carri armati viaggiano in tangenziale

Le esercitazioni ai piedi dell’Assietta prima del rinforzo al confine in Lettonia dove già operano 238 artiglieri

Il rumore dei colpi d’artiglieria che rimbombava pochi giorni fa nella conca tra le montagne innevate di Usseaux, oggi, assume un carattere sinistro. Erano i suoni della guerra simulata per addestrarsi negli scenari artici dai nostri alpini con i marines americani al Pian dell’Alpe nell’esercitazione “Steel Blizzard”. Che significa “Tormenta d’acciaio” e serve proprio a rafforzare le linee di difesa in montagna. Meno di una settimana prima dell’attacco all’Ucraina da parte della Russia, i paracadutisti della 173esima Airborne Brigade già si addestravano con il nostro Terzo Reggimento Alpini su come sparare, muoversi e operare anche in combattimenti sugli sci a pochi tornanti dall’Assietta. Ed è questo il “filo rosso” che collega i nostri monti olimpici al fronte schierato dalla Nato sui confini della Lettonia.

Perché, a poche ore dall’inizio del conflitto, l’esercito americano ha confermato la partenza di un contingente di 800 soldati degli stessi battaglioni a supporto dell’operazione “Guardiani del Baltico”, che già coinvolge i nostri soldati del Reggimento Nizza Cavalleria con i carri armati Centauro, oltre a 238 uomini e 135 mezzi terrestri del Secondo Reggimento Alpini Battaglione Saluzzo. In stato di preallerta. All’alba di ieri, poi, i blindati che viaggiavano sulla tangenziale di Torino proprio verso la Valsusa, fotografati da un automobilista, hanno fatto il giro dei “social” e per poco non hanno scatenato il panico. Subito c’è stato chi ha tirato in ballo la Nato per ricordare che «siamo in allerta, la guerra non è molto lontana da casa nostra», chi ipotizzava che «qualcosa già girava nell’aria» durante la pandemia e chi azzardava, sbagliandosi del tutto ma di poco, potessero essere «mezzi per gli 800 soldati della 173esima brigata Usaf che si stanno dispiegando verso la Lettonia per rafforzare la presenza Nato». A mitigare una tempesta di domande affannate e ipotesi al limite del surreale, ha provveduto un militare, spiegando che quei veicoli stavano viaggiando in direzione del Sestriere dove, lunedì prossimo, comincerà l’esercitazione “Volpe Bianca”. Il generale Francesco Paolo Figliuolo avrebbe dovuto presentare in mattinata l’evento a Torino, atteso in qualità di Comandante del Comando operativo di Vertice Interforze insieme con il generale Ignazio Gamba, comandante delle truppe alpine. Per «sopraggiunti motivi contingenti», come hanno spiegato di primo mattino dalla Brigata Taurinense, il generale Figliuolo è rimasto a Roma per partecipare alla lunga giornata di riunioni al ministero della Difesa, nell’attesa del Consiglio supremo di difesa convocato dal presidente Sergio Mattarella. Un momento di confronto per il capo delle Forze Armate alla vigilia dell’informativa del premier Draghi alla Camera e al Senato. L’ipotesi, che potrebbe essere discussa a Palazzo Chigi già oggi, potrebbe essere quella di un rinforzo sulle frontiere occidentali con lo spostamento o l’invio di nuovi contingenti sempre nell’ambito delle operazioni Nato. Ma ogni decisione di intervento dovrà passare dal Parlamento.

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