Uno dei profughi ospitati nella struttura di Alpignano
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IL CASO

Alpignano, i profughi nell’albergo sono troppi. Il sindaco: «Trasferirne una parte»

La richiesta del primo cittadino alla prefettura dopo le proteste degli ultimi giorni

Potrebbe presto diminuire il numero di profughi ospitati nell’ex hotel Parlapà di Alpignano. Dopo le recenti manifestazioni di protesta dei richiedenti asilo – lunedì nella stessa struttura e mercoledì a Torino – potrebbe arrivare presto una prima svolta.

La richiesta alla prefettura di rivedere le quote è stata fatta direttamente dal sindaco di Alpignano, Andrea Oliva: «Come conseguenza della recente riduzione del flusso migratorio proveniente dai paesi africani – ha spiegato il primo cittadino – ho chiesto un’importante graduale riduzione del numero di presenze nella struttura per permettere un più efficace processo di integrazione ». Nei giorni precedenti era stato proprio il sindaco a spiegare che in questo momento nella struttura gestita dall’associazione Acuarinto si trovano 339 persone.

Giovani provenienti da un gran numero di paesi, con un passato traumatico alle spalle, un futuro nebuloso e incerto di fronte. Ognuno con la propria fede, con le proprie esigenze, con la propria lingua. Un mix esplosivo e infatti lunedì è bastata una bottiglia di Pepsi Cola ad accendere la miccia: un migrante voleva portarla in camera ma il regolamento vieta di tenere cibo e bevande al di fuori dell’area mensa. Ne è nato un diverbio con uno degli operatori, sfociato in uno scontro fisico filmato dagli altri profughi.

Da lì è nata la protesta nel cortile della struttura con il conseguente intervento dei carabinieri. E proprio il problema del cibo è stato uno dei principali argomenti della discussione in prefettura: «È stato ribadito dai funzionari, così come già anticipato lo scorso 14 agosto presso la struttura ex Parlapà, che per motivi igienico sanitari gli alimenti posso essere consumati esclusivamente nell’area adibita a mensa» ha spiegato ancora il sindaco che però poi ha anche annunciato una notizia che farà piacere ai rifugiati: «Sono stati concordati alcuni correttivi alimentari con i gestori della struttura ». In questo modo si è accolta una delle richieste degli ospiti della struttura, che lamentavano la poca varietà del menù («Si mangia solo pasta») e l’assenza di cibi africani.

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