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Cronaca
VIA PIETRO COSSA

Alloggi occupati e bollette da record: tutti i guai del complesso popolare

Assemblea dei residenti con l’assessore Rosatelli: «Presto la nuova convenzione con Atc»

Occupazioni abusive, una discarica a cielo aperto in cortile, infiltrazioni d’acqua e barriere architettoniche. E’ interminabile l’elenco dei guai che affliggono le case popolari di via Pietro Cossa, in Borgata Frassati. Dopo decine di mail e segnalazioni al Comune, ieri pomeriggio una cinquantina di residenti ha incontrato l’assessore Jacopo Rosatelli. A cui sono state presentate tutte le problematiche del complesso Atc. «Questo una volta era un quartiere bellissimo, ora è degradato. E siamo disperati per le occupazioni abusive e per gli alloggi vuoti che potrebbero essere presi di mira dagli occupanti», ha esordito Gisella Valenza, organizzatrice dell’incontro.

Ad oggi, gli appartamenti occupati illegalmente sono sei. L’ultimo ingresso irregolare è avvenuto un mese fa. Gli assegnatari avevano lasciato l’alloggio il 16 agosto. Dopo un sopralluogo da parte dei tecnici Atc, qualcuno ha spifferato la notizia che l’appartamento era vuoto. E qualche giorno dopo, ecco scattare il blitz degli abusivi che si sono introdotti nella casa. «Ma qui servono anche scivoli, siamo pieni di barriere architettoniche, e una soluzione contro gli allagamenti e le infiltrazioni», ha detto Gisella Valenza.

Tutti disagi di cui Rosatelli ha preso nota, rimarcando l’impegno di Palazzo Civico nel cercare di risolvere il problema. Anche se non è facile, specie per quanto riguarda gli sgomberi in presenza di minorenni. «Che devono essere tutelati, ci sono precisi vincoli di legge», ha spiegato l’assessore. Affermando poi che a breve Comune e Atc scriveranno la nuova convenzione «dove metteremo qualche vincolo in più». Sugli alloggi vuoti: «Abbiamo chiesto ad Atc di accelerare sul ripristino e il recupero degli appartamenti. Troppe occupazioni? Sì, c’è un’emergenza – ha concluso – ma è un fenomeno comune a tutte le città d’Italia. Anzi, Torino non è nemmeno uno dei comuni messi peggio. Infine, sul teleriscaldamento: «Sappiamo che è un problema e il bonus Iren non può essere risolutivo».

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