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Cronaca
IVREA

All’Inps il call center Comdata: a rischio 170 posti di lavoro

Rifondazione comunista e i sindacati lanciano l’allarme per la sede eporediese

La possibilità del posto fisso e la fine di anni di precariato dovrebbero essere la gioia di ogni lavoratore ma non è così ad Ivrea dove l’internalizzazione dei call center di Inps, attualmente in mano a Comdata, stanno creando tensione tra 170 lavoratori.

Il problema nasce dalla decisione di Inps di gestire in proprio, attraverso una sua controllata ed entro fine anno, il suo servizio clienti. Per questo ha pubblicato un bando per l’assunzione in tutta Italia di circa 3mila lavoratori, fra operatori, team leader, formatori interni e responsabili di sala. Il bando, scaduto il 9 giugno, aprirebbe le porte a centinaia di operatori che già lavorano per il colosso pubblico della previdenza ma che attualmente operano con Comdata.

Quella che sembrerebbe la naturale evoluzione di un fortunato caso di occupazione in un mare di licenziamenti e crisi si sta trasformando invece in una levata di scudi. Fra i primi a chiedere chiarimenti i sindacati del settore telecomunicazioni di Cgil e Cisl ma anche il mondo politico. Per la federazione torinese di Rifondazione Comunista «il rientro in Inps del servizio di call center oggi operato da Comdata non segue alcuna regola di salvaguardia occupazionale né sociale. Questo perché da una parte l’Istituto apre un bando di assunzioni senza fornire chiaramente alle lavoratrici e ai lavoratori i dettagli delle condizioni di lavoro (orario, scatti di anzianità, sede) dall’altra Comdata scrive alle operatrici e agli operatori coinvolti per avvisarli che se non verranno assunti in Inps entreranno in una procedura di licenziamento collettivo».

A dare manforte a questa tesi anche i sindacati che oggi e domani hanno organizzato delle riunioni presso tutti gli uffici italiani del gruppo interessati al progetto per definire quali potranno essere le “regole d’ingaggio” del nuovo contratto e se questo terrà conto dei diritti maturati in precedenza dai lavoratori così come si dovrebbe fare in caso di un nuovo appalto. Per Cadigia Perini, segretaria Prc Ivrea e Fausto Cristofari, segretario provinciale a Torino «l’Inps, come ente pubblico dovrebbe garantire condizioni di lavoro in continuità, salvaguardare professionalità e anzianità di servizio e supportare i lavoratori in questa transizione delicata dove molti di loro sono a pochi anni dalla pensione e a dicembre potrebbero ritrovarsi senza lavoro, finendo in un incubo». Il caso coinvolge più di 3mila lavoratori e lavoratrici nelle sedi dell’Aquila, di Marcianise (Caserta) che probabilmente diventeranno sedi di Inps Servizi, e in Piemonte a Ivrea, dove alcune indiscrezioni non prevedono l’apertura di una sede e quindi il preavviso di licenziamento delle 170 persone si trasformerebbe entro dicembre in una dura realtà.

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