Massimiliano Allegri (foto depositphotos)
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La conferenza

Allegri mette pressione al Milan: “Più importante per loro che per la Juve”

Il tecnico bianconero parla alla vigilia della grande sfida di domani allo Stadium contro la squadra di Pioli

Massimiliano Allegri parla alla vigilia di Juve-Milan. Domani sera allo Stadium è in programma un imprevedibile testa-coda, con i bianconeri nelle inedite vesti di pericolante e i rossoneri primi in classifica a punteggio pieno. Otto i punti di differenza tra le due formazioni, ma la buona prestazione della Vecchia Signora in Champions a Malmoe fa ben sperare i tifosi. Di certo il tecnico è fiducioso.

“È sempre Juve-Milan che è una delle più importanti se non la più importante partita del campionato. Dobbiamo fare una bella prestazione perché abbiamo un solo punto in classifica. Loro giocano insieme da anni e hanno acquisito certezze importanti, noi stiamo crescendo e quindi ci fa ben sperare in vista della sfida di domani, che credo sia più importante per loro che per noi. Perché è più importante per il Milan? Lo dovete scoprire voi, è più importante per loro che per noi. Formazione? Ho tre dubbi, uno per reparto. Deciderò domani dopo la rifinitura, abbiamo tante partite ed è importante che tutti si sentano partecipi nel gruppo, considerati anche i cinque cambi. Tutti devono essere pronti ad aiutare i compagni. Chiesa è uno dei dubbi. Rende molto di più a destra, davanti ha bisogno di giocare con una punta. A sinistra ha delle qualità importanti per entrare dentro il campo e tirare in porta. Sta crescendo ma deve migliorare su altre cose”.

Allegri ha grande fiducia nella possibilità di lavorare col gruppo al completo: “L’ho detto anche dopo Malmoe. Abbiamo iniziato il 14 luglio senza giocatori, il 3 agosto con i nazionali post Europeo, abbiamo giocato subito, poi i risultati non sono stati direttamente proporzionali alle prestazioni. Potevamo avere punti in più ma così non è stato. Non è che sono carico: quando dirigo un allenamento è sempre così. Dobbiamo crescere tutti insieme. Un’altra cosa che devo capire meglio: chi, quando viene in panchina, entra e rende o rende meno. Più avanti si va, più è facile per me. Conosco i giocatori. Questo è un campionato equilibrato, secondo me non c’è una squadra di valore assoluto. Fai presto a perdere punti, ma anche presto a recuperarli. Magari la preoccupazione è che si vada a -11 o si resti a un punto. Dobbiamo fare un percorso cercando di recuperare il terreno perso all’inizio. I campionati si vincono con le piccole”.

Quindi una riflessione: “Il calcio l’ha inventato il diavolo: domini le partite, poi magari pareggi o perdi. Basta vedere anche il Milan mercoledì. Si sono ritrovati poi in vantaggio. Le partite cambiano, non è che prima di Malmoe eravamo ubriachi e scarsi.  Dobbiamo migliorare e avere il desiderio, l’ambizione, la voglia di essere il migliore. Il primo bilancio sarà alla sosta di novembre, con 12 partite di campionato e quattro di Champions, credo che lì saremo in una posizione diversa. La Juve deve giocare per vincere i campionati, non le partite. Le partite le vincono tutte, i campionati solo uno. Non sono due partite dove può succedere di tutto. La continuità alla fine verrà fuori. E alla fine vincerà la squadra che è stata migliore, I problemi a centrocampo? Questione di caratteristiche”.

Infine sul modulo e sulla questione De Ligt: “I numeri piacciono a tutti: giochi 3-5-2 e sei asimmetrico. Chiesa e Cuadrado non sono Rabiot, che è più centrocampista. Così sei storto da una parte e devi dare supporto. Di là è sempre mancato un pezzo, prima Matuidi, poi Rabiot. Avevamo Mandzukic. Poi si può ovviare durante la partita. De Ligt? Ha 22 anni ed è un giocatore molto bravo. Quando è arrivato alla Juventus aveva 20 anni, è stato pagato tanto e dopo che è arrivato qui qualcuno l’ha descritto come futuro Pallone d’Oro. Ci vuole calma, la maglia della Juve pesa. Lui ha qualità importanti ma deve migliorare. Chiellini a 20 anni forse era peggio ma poi a 28 è diventato un giocatore serio. Vale per tutti, poi può esserci una eccezione. Ma la normalità è un’altra. De Ligt per caratteristiche può essere un giocatore che resta tanti anni alla Juventus”.

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