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Cronaca
IL CASO

Allegri fa causa all’ex moglie per i soldi al figlio di 11 anni

Il mister: «Li ha usati per sè e per sua figlia». Ma lei respinge ogni accusa

Un amore finito, lui o lei che sbatte la porta, i figli da far crescere, l’accordo sul mantenimento che non si trova. Avvocati, carte bollate, la causa in tribunale. Accade tutti i giorni. E pure ai Vip, che rispetto ai comuni mortali trovano sovente una quadra fuori dai processi spinti anche dall’interesse di evitare l’inevitabile clamore. Ma Max Allegri e l’ex compagna, Claudia Ughi, non ce l’hanno fatta. E l’udienza che si aprirà a luglio sarà una di quelle in cui chi è abituato ai riflettori e ai rotocalchi sportivi si troverà davanti i flash dei fotografi specializzati in altri generi di cronaca. Sotto accusa, nell’udienza preliminare, c’è lei: i reati contestati dal pm Davide Pretti che ha coordinato le indagini della guardia di finanza sono appropriazione indebita e violazione degli obblighi familiari. A dare il via all’inchiesta, è stato il mister, secondo cui Ughi avrebbe utilizzato parte dei soldi destinati a loro figlio, che ha 11 anni, per i propri interessi. La ex compagna, secondo Allegri, rappresentato dall’avvocato Pietro Gaetano Nacci Manara, li avrebbe spesi per sé e per pagare le rette universitarie della figlia di lei. Ma l’indagata non ci sta. E, difesa dall’avvocato Davide Steccanella e dall’avvocato Paolo Davico Bonino, respinge ogni addebito. Secondo il pm, le spese “indebite” ammonterebbero a 200mila euro sui 600mila che Ughi avrebbe percepito dopo la fine della relazione. Una relazione iniziata nel 2003, quando i due si conobbero a Livorno, durata 13 anni e terminata nel 2017. Allegri e Ughi avevano trovato un accordo al tribunale civile di Torino, dove l’allenatore della Juventus si impegnava a versare diecimila euro al mese per il mantenimento del figlio. Nel 2021, dopo due anni da allenatore disoccupato senza panchina, Allegri aveva però chiesto di ridurre la cifra a cinquemila euro. Richiesta respinta dal tribunale di Torino, secondo cui è indubbio che il mister, tra il 1° luglio 2019 e il 30 giugno 2021, non abbia più sottoscritto un contratto. Ma, quando si parla di cifre così elevate, bisogna provare che la modifica della condizione economica sia realmente rilevante. Persa la battaglia nel civile, Allegri è passato all’attacco nel penale, querelando l’ex compagna. Che però non ci sta. «Ritengo l’accusa – dice l’avvocato Davide Steccanella – oltre che infondata profondamente ingenerosa, per una madre che ha cresciuto nel migliore dei modi il figlio anche del querelante. Confidiamo nella piena assoluzione della nostra assistita». La partita, insomma, è ancora aperta

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