In 38 anni eseguiti 5mila trapianti di rene in Piemonte (foto di repertorio).
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La paziente, 50 anni, era affetta da miastenia gravis

Alle Molinette il primo intervento di asportazione del timo con un robot

L’intervento in toracoscopia è stato eseguito dall’equipe composta dai professori Alberto Oliaro ed Enrico Ruffini e dai dottori Paris Lyberis e Francesco Guerrera

Primo intervento di asportazione del timo con il robot, presso la Chirurgia toracica dell’ospedale Molinette di Torino. L’intervento in toracoscopia di timectomia robotica per miastenia gravis con l’utilizzo del sistema robotico DaVinci Xi, è stato eseguito dall’equipe composta dai professori Alberto Oliaro ed Enrico Ruffini e dai dottori Paris Lyberis e Francesco Guerrera. “La paziente di 50 anni, affetta da Miastenia Gravis – spiega il professor Oliaro – è stata sottoposta all’asportazione del timo, ghiandola posta tra lo sterno ed il cuore. La miastenia gravis, malattia neurologica causata dal malfunzionamento della ghiandola timica, può essere associata talvolta ad un tumore del timo (timoma). La paziente presentava dispnea (respirazione alterata) anche a riposo, ptosi (abbassamento) palpebrale bilaterale e astenia (eccessiva debolezza) generalizzata”.

L’UTILIZZO DEL ROBOT “DAVINCI XI”
“Oggi, grazie al sistema robotico “DaVinci Xi” – precisa il dottor Lyberis – possiamo accedere alla ghiandola timica ed asportarla mediante tre piccole incisioni all’emitorace di sinistra al quinto spazio della linea ascellare anteriore, sull’emiclaveare di sinistra ed al terzo spazio della linea ascellare anteriore”. L’intervento mini-invasivo rispetto a quello tradizionale riduce sensibilmente i rischi di emorragie ed altre complicanze chirurgiche, tra cui in particolare il dolore postoperatorio, garantisce una rapida dimissione (paziente dimessa dopo soli due giorni) e ha un impatto estetico minimo. Questi interventi in passato erano effettuati con accessi chirurgici tradizionali, e quindi gravati da maggior rischio di complicanze, come la sezione parziale o totale dello sterno, con degenze post-operatorie più lunghe e più dolorose. L’innovativo intervento è stato presentato nei giorni scorsi durante l’International Meeting dell’ITMIG (International Thymic Malignancy Interest Group), tenutosi presso il Centro Congressi del Lingotto.

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