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Cronaca
VIA PIETRO COSSA

Allarme vespe al parco della Pellerina: cane finisce in clinica dopo 6 punture

Lo sciame impazzito ha attaccato un pastore tedesco. Area interdetta dalla municipale

Gli insetti sono sbucati fuori all’improvviso dal nido. A farne le spese è stato un cane, ripetutamente punto dallo sciame impazzito. Ed ecco che, puntuale come in ogni estate, torna l’allarme vespe nella nostra città. Questa volta, l’incidente è avvenuto all’interno del parco della Pellerina, in un’area dal lato di via Pietro Cossa.

Nel primo pomeriggio, approfittando del bel tempo, un padrone era andato a fare una passeggiata insieme al suo pastore tedesco. Giunto in una piccolo boschetto, ad un certo punto il cane è stato aggredito dalle vespe. L’animale ha iniziato a correre via per scansare gli imenotteri, ma non ha potuto evitare le punture. Dopo essersi rotolato più volte sull’erba per togliersi dalla schiena le vespe, il pastore tedesco ha riportato ben sei punture ed è stato portato per precauzione dal veterinario. Il padrone e gli altri frequentatori del parco presenti sul posto hanno quindi subito telefonato alla polizia municipale. Una volta arrivati al parco, i vigili urbani hanno opportunamente transennato l’area incriminata con il nastro segnaletico. “Zona interdetta al passaggio causa vespe”, si legge sul biglietto attaccato al nastro. Gli insetti, a quanto pare, si sono fatti dei nidi nel terreno e sono usciti dai buchi, per cui gli agenti hanno piazzato dei coni in prossimità dei vari nascondigli. Difficile capire come siano arrivate fin lì, ma adesso per i frequentatori del parco della Pellerina scatta di nuovo l’allarme. Perché se è vero che l’area è stata interdetta, ci potrebbero essere vespe da altre parti del parco.

Lo scorso anno, casi simili si erano verificati in più punti di Torino. Ad esempio alle Vallette, in via delle Verbene dove le vespe avevano fatto il nido in un’area giochi. E lo stesso era avvenuto al giardini Ferrarotti di via Rovereto, a Mirafiori Nord. In quell’occasione, gli insetti avevano punto non un cane, ma un bambino di appena cinque anni, al polso. Il piccolo, dopo il fattaccio, era stato portato immediatamente all’ospedale Martini dai genitori, venendo per fortuna dimesso poco dopo.

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