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LUNGO DORA

Allarme per la centrale elettrica: “Abbiamo paura dell’alluvione”

Le preoccupazioni dei residenti, memori della grande inondazione del 2001

Realizzata all’altezza della stazione Gtt di via Fiochetto, porterà oltre un milione l’anno nelle casse di Palazzo Civico. Eppure quella mini centrale idroelettrica urbana che renderà a Torino e alla Città metropolitana un gettito extra per lo sfruttamento dell’ac qua della Dora Riparia sta facendo storcere il naso ai comitati che gravitano tra Aurora, Borgo Dora e Porta Palazzo. Quel mega cantiere sorto in primavera tra via Bologna e corso Regio Parco, con tanto di deviazioni per gli automobilisti, preoccupa le famiglie che nel 2001 hanno avuto a che fare con la grande alluvione. Lo straripamento del fiume è un ricordo non così lontano, soprattutto per chi durante l’alluvione dello scorso novembre ha temuto di assistere alla medesima scena.

«Tengo a precisare che nessuno mette in dubbio l’importanza dell’opera – spiega Carmine Batilde, del comitato spontaneo “Sponde Dora e vie limitrofe” -. Ci chiediamo solo se un intervento di tale portata sia stato studiato anche per arginare pesanti fenomeni atmosferici». L’opera è realizzata dalla società Energie Rinnovabili Torino, proprio in corrispondenza dell’usci ta dei mezzi dal deposito extraurbano di Gtt, dove in tanti ogni giorno buttano un occhio per capire cosa succederà in futuro. Gli interventi dureranno circa un anno. I lavori sono stati eseguiti nel punto di lungo Dora, considerato dai tecnici in una precedente commissione come “il meno pericoloso”. E con un macchinario che dovrebbe essere in grado di regolare i flussi d’acqua, evitando allagamenti delle strade in caso di continue piogge.

«C’è un sistema operativo – spiega il presidente della circoscrizione Sette, Luca Deri – che in caso di piena sgonfia il gommone che è predisposto per convogliare l’ac qua. Comunque, a fronte dei tanti dubbi palesati dai cittadini, abbiamo scritto al Comune chiedendo lumi».

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