Droga spacciatori
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L’INCHIESTA. A Porta Susa i pendolari della ‘roba forte’

Allarme nuove droghe: «Le pastiglie al veleno che rendono zombie»

Il mefedrone scatenerebbe anche istinti cannibali: pochi euro per comprare lo “sciroppo che uccide”

Acquistano il biglietto dai distributori automatici di Porta Susa per il treno che ferma in tutte le stazioni prima di Milano. I loro occhi sono vitrei, gli sguardi assenti. Indossano jeans sdruciti e il capo è coperto quasi sempre dai cappucci di felpe colorate. Pallidi, alcuni sono malfermi sulle gambe, altri si siedono e si addormentano fino all’arrivo. Ci sono ragazzi che salgono a Chivasso, a Santhià, a Vercelli e Novara.

È il popolo dei pendolari della droga che quotidianamente si recano nell’unico luogo del nord Italia dove, a buon mercato, si compra «roba forte»: il bosco di Rogoredo. Nel corso del 2018 la droga sintetica sequestrata dalla polizia a Torino ha superato di poco il chilo, poca cosa. Sequestri limitati per una serie di stupefacenti che in città non hanno trovato ancora i canali di distribuzione, ma la cui richiesta tende a crescere in maniera impressionante. «Di questo genere di droga, finora ne abbiamo sequestrate minime quantità – spiega un operatore di polizia – e la difficoltà è poi quella di analizzarle e di tracciarne un profilo chimico certo».

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