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Istruzione
LA STORIA

Alice è disabile, l’appello della mamma: «Mia figlia ha diritto di tornare a scuola»

Ha una sindrome rara. Daniela: «Le insegnanti non hanno fatto i corsi di formazione e lei resta a casa»
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Una bambina iscritta regolarmente alla scuola ma che non ha frequentato nemmeno un giorno. È quanto successo ad Alice, otto anni, che abita con la sua famiglia in via Orvieto ed è affetta dalla sindrome di Pfeiffer di tipo 2, una malattia rarissima. È costretta a vivere la sua giovanissima vita in sedia a rotelle e, per raccontare la sua quotidianità, anni fa la famiglia ha aperto una pagina Facebook, “Gli amici di Alice”. Tuttavia, la bambina non può andare a scuola – è iscritta alla De Filippo – perché le insegnanti non hanno ancora fatto i corsi di formazione per intervenire in caso di problemi, ad esempio se dovesse avere delle crisi respiratorie.

«Mia figlia – racconta Daniela Giordano, la madre -, è stata iscritta quest’anno a scuola, ma non ha mai potuto frequentare neanche un giorno perché la dirigente dell’istituto non si è presa la responsabilità di una bambina fragile come lei e non ha fatto frequentare i corsi alle maestre». Il problema, per la scuola di Alice e per tante altre, è che le pratiche sanitarie che vengono richieste in questi frangenti sono molto complicate per chi è senza una preparazione sanitaria. Papà e mamma si erano anche rivolti al pediatra.

«Per il dottore – spiega Daniela – Alice può andare a scuola, stando però più attenta degli altri bambini. Cose che già sapevamo quando andava all’asilo». Della piccola Alice, Torino Cronaca si era già occupata oltre un anno fa, quando la bimba era rimasta senza il suo saturimetro, per monitorarne respirazione e i battiti cardiaci, a causa dei ritardi dell’Asl. Dopo la nostra denuncia, da via Cavezzale era arrivato finalmente lo strumento. Ora il problema è diverso, e riguarda la scuola. Che è un diritto di tutti, Alice compresa.

«Mia figlia e tutti i bambini disabili – conclude la mamma – non sono bambini di serie B. Eppure Alice non compare nemmeno nel registro elettronico e, dall’inizio della scuola, non ci hanno consentito di fare una chiamata per farla conoscere ai suoi compagni».

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