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LA DENUNCIA

«Al Torino Film Festival discriminate le persone con disabilità sensoriale»

Il presidente di Anffas, Giancarlo D’Errico: «La fruizione della cultura deve essere aperta a tutti»

Il Torino Film Festival, fiore all’occhiello dell’offerta culturale della nostra città che inizierà venerdì prossimo, non è accessibile alle persone con disabilità sensoriale, cognitiva, intellettiva e/o relazionale. La denuncia arriva dall’associazione Anffas Torino, tramite il presidente Giancarlo D’Errico: «Alla presentazione del Tff abbiamo constatato che nessuna proiezione era stata prevista come accessibile alle disabilità, a tutte le disabilità, nonostante le assicurazioni ricevute dall’associazione +Cultura Accessibile, di cui Anffas fa parte, a inizio anno. Solo dopo le rimostranze di Daniela Trunfio, sua rappresentante, è stato assicurato che alcune proiezioni sarebbero state accessibili alle persone sorde, oltre che alle persone con disabilità fisica. La pezza peggiore del buco! E gli altri disabili? Figli di un dio minore? Non degni di essere considerati consumatori di cultura? Evidentemente per gli organizzatori del Tff qualcuno è più uguale degli altri, come nella Fattoria degli animali di orwelliana memoria».

La mancanza di barriere architettoniche permette l’accesso alle persone con disabilità fisica che, ricordiamo, sono meno del 10% delle persone con disabilità. Ma nessun film è stato pensato o adattato alle esigenze della stragrande maggioranza delle persone con disabilità. Proprio al Museo del Cinema era stato presentato nel 2019 il “Manifesto per l’accessibilità e la fruizione in autonomia del patrimonio culturale cinematografico”, documento che traccia le linee guida per un cinema realmente accessibile, redatto da +Cultura Accessibile-Cinemanchìo. Tra le proposte concrete avanzate dal modello le audiodescrizioni fruibili dall’utente tramite cuffie o app, i sottotitoli presenti nel film stesso o integrati da app per leggerli su adeguati supporti e l’adattamento ambientale consistente in luci tenui e volume audio moderato.

«Non accettiamo questa discriminazione tra disabilità – continua Giancarlo D’Errico -, sarebbe bastato porsi il problema e adattare qualche proiezione. La fruizione della cultura deve essere aperta a tutti: siamo pronti a collaborare per trovare la soluzione».

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