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IL FATTO

Al Piemonte 2,4 milioni di “test rapidi”. In farmacia l’esame costa fino a 45 euro

In arrivo la prima fornitura di un milione di antigenici e sierologici: via al monitoraggio di scuole e Rsa

Il Piemonte sperimenta gli esami rapidi per rintracciare il Covid. E alleggerire, così, il lavoro dei laboratori di analisi, affaticati da richieste crescenti in termini esponenziali da qualche settimana. Tamponi e sierologici a risposta veloce che saranno a carico del sistema sanitario per chi manifesta i sintomi e su decisione del medico curante, oltre che nei pronto soccorso degli ospedali, nel monitoraggio delle scuole e degli agenti delle forze dell’ordine, all’interno degli uffici pubblici e delle Rsa. A pagamento per chi vorrà togliersi la preoccupazione direttamente in farmacia o dai medici di base, senza una motivazione patologica che ne giustifichi la gratuità. I primi 73mila arrivati a Torino tra quelli acquistati dalla Regione Piemonte – sierologici e antigenici – sono stati consegnati alle Asl, ma da lunedì si potranno prenotare anche privatamente, a un costo che al bancone potrebbe arrivare fino a 45 euro per il primo e 43 per il secondo, nel caso di una singola confezione. Entro tre giorni, poi, arriverà a casa un infermiere incaricato di effettuare l’esame, con un risparmio che potrà scendere fino a 32 e 30 euro, rispettivamente, in base al numero di persone da controllare e delle tariffe concordate tra Federfarma e Regione, che sta ricevendo in questi giorni le prime forniture acquistate in estate partecipando a due gare con Veneto e Friuli Venezia Giulia per un milione di “pezzi”, nell’attesa che arrivino anche quelli garantiti dal Governo

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