Foto Depositphotos
Salute
L’INDAGINE

Al Mauriziano attesa di un anno per essere operati di cataratta

Dopo la lettera inviata a SosCronacaQui, il punto sulle liste d’attesa a Torino

Dopo aver risposto alla signora Bruna, da oltre un anno in lista d’attesa all’ospedale di Pinerolo AslTo3 per effettuare un semplice intervento di cataratta, ci siamo chiesti come stessero le cose a Torino. Ebbene, anche all’ospedale Mauriziano, per lo stesso intervento, si arriva a dover aspettare almeno un anno dal giorno della prenotazione all’operazione. «Al momento stiamo smaltendo gli interventi di cataratta prenotati a maggio dello scorso anno» spiegano dall’Asl. Il problema è noto e va ben oltre l’emergenza Covid, che pure non ha aiutato. «Le liste d’attesa erano già lunghissime prima della pandemia – ricorda Chiara Rivetti, segretario regionale di Anaao-Assomed, la principale sigla sindacale dei medici ospedalieri -. A causa del Covid, gli interventi non urgenti sono stati sospesi a intermittenza da marzo 2020 a oggi. Quindi è ovvio che i tempi si siano ulteriormente allungati».

L’età media della popolazione torinese da un lato e la carenza strutturale di oculisti dall’altro, poi non aiuta ad alleggerire la mole di lavoro. «La riorganizzazione dell’Oftalmico non ha giovato – spiega il direttore generale dell’Asl di Torino Carlo Picco -. Ora abbiamo contrattualizzato il primario e stiamo assumendo oculisti. Vogliamo rilanciare il comparto alla grande. E’ una priorità». In attesa che i progetti diventino realtà, l’Oftalmico è ancora oggi un Covid Hospital e al Mauriziano operano solamente tre oculisti. «E’ uno dei settori che più soffre per via dei tempi lunghi di attesa – conferma anche Roberto Venesia, segretario regionale Fimmg del Piemonte -. Pagheremo un prezzo molto alto per aver trascurato questo tipo di interventi. E non mi riferisco in questo caso solo all’oculistica, ma a tutti i malati cronici che sono in lista d’attesa. Non esiste solo Covid».

Condividi sui social:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo