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Al lavoro in scooter, navetta o in bici. In azienda termoscanner e infrarossi

Presentato lo studio del Politecnico per la riapertura. Confindustria chiede di anticipare i tempi

Settantasei milioni di mascherinechirurgiche” al mese per garantire la forza lavoro del Piemonte, a fronte di un miliardo scarso che andrebbe consumato in Italia dal giorno della ripresa delle attività produttive. Oltre a 750 metri cubi di igienizzante mani, 38 milioni di guanti e 21mila cuffie per capelli e 175mila termometri. Sono i numeri che chiudono le circa cento pagine dello studio per la “fase 2” redatto dal Politecnico, con la collaborazione di ottanta esperti provenienti dal mondo universitario, piuttosto che dalla sanità, dalla magistratura, dalle imprese e dai sindacati. Il titolo è più che esplicito: “Imprese aperte”. L’unico che potrebbe descrivere la seconda fase dell’emergenza, con la ripresa delle attività a partire dalla garanzia di sicurezza per 23,3 milioni di lavoratori. Tanti ne ha calcolati il Politecnico nello studio presentato, ieri pomeriggio, dal Rettore, Guido Saracco, nel corso di un vertice convocato dal Prefetto, Claudio Palomba, insieme con la Regione, le associazioni d’impresa e i sindacati. Obiettivo limare il testo che entro fine settimana sarà presentato al Governo. Lo studio, tra le altre indicazioni, sottolinea l’importanza dell’uso di mezzi di trasporto personali e dedicati, come biciclette e scooter elettrici, suggerendo alle aziende di dotarsi di aree aree di parcheggio dedicate e sistemi di trasporto aziendale, come le navette.

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