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GRUGLIASCO

Al Canc ricoverati 500 animali. L’appello: «Portateci del cibo»

Il Centro veterinario preso d’assalto: «Troppi cuccioli soccorsi senza motivo»

Volpi, conigli, caprioli ma soprattutto tanti volatili. Centinaia di uccellini, rapaci, pappagalli che affollano gabbie e voliere, mettendo a dura prova personale e strutture del Canc, il Centro animali non convenzionali di Grugliasco. Sono 500 gli animali di tutte le specie attualmente ricoverati al Centro, e gli arrivi non accennano a diminuire: ogni giorno decine di nuovi pazienti vengono ricoverati, con un turn over che ne vede molti rilasciati in natura ma purtroppo, pure tanti che non ce la fanno.

Una strage che, per assurdo, è in parte provocata proprio da chi vorrebbe aiutare queste bestiole e che si potrebbe, almeno in parte, attenuare se tutti conoscessero le regole base per rapportarsi con gli animali selvatici: «Ci sono due cose fondamentali da sapere – spiega la responsabile del Canc, Mitzy Mauthe von Degerfeld -. La prima è che i cuccioli o gli uccellini che sembrano abbandonati, quasi mai lo sono veramente: non bisogna portarli via perché la mamma è nei paraggi e tornerà. La seconda è che se vengono presi lo stesso, vanno portati da noi immediatamente: i piccoli, soprattutto gli uccellini, hanno bisogno di essere nutriti a ciclo continuo. Se li si lascia qualche ora senza cibo, sono destinati a morire nonostante i nostri sforzi».

Il consiglio è semplice: «Non date mai loro del pane, il pane è dannoso praticamente per ogni specie. Fate gocciolare il rubinetto e bagnategli il becco o, meglio ancora, date loro acqua e zucchero con un contagocce. E poi portateli subito da noi o in un altro centro specializzato». Nel corso di tutto il 2021 il Canc ha curato 5.071 “pazienti”, dai piccoli roditori ai lupi. In questo momento il 70% dei 500 animali ricoverati è costituito da uccelli. Poi ci sono 4 caprioli, 19 conigli abbandonati dai padroni, 4 cuccioli di volpe e tanti altri animali ancora. Un super lavoro anche perché «il personale giornaliero è di due medici veterinari, un tecnico faunistico e due studenti».

Poche persone, ma non si accettano volontari: «Lavorare qui è molto duro – spiega la responsabile -. In passato ci abbiamo provato ma dopo poche settimane se ne andavano tutti perché non reggevano i nostri ritmi». Chi volesse aiutare però può scegliere altri modi: «Abbiamo bisogno di cibo per tutti questi animali – spiega Mitzy Mauthe von Degerfeld – soprattutto frutta e verdura. Ma sul profilo Facebook del Canc aggiorniamo in tempo reale su quello che può servire. E ovviamente si possono fare anche delle donazioni in denaro. Ogni aiuto, anche il più piccolo, è utilissimo».

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