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CANAVESE

Al bar invece di raccogliere rifiuti. Nuova bufera sulla Teknoservice

Rischio licenziamento per 12 dipendenti sorpresi in un locale in orario di lavoro

Rischio licenziamento per una dozzina di dipendenti della Teknoservice, sorpresi al bar a bere il caffè in un momento in cui invece avrebbero dovuto essere al lavoro, impegnati a raccogliere rifiuti.

Per scoprire i lavoratori “furbetti” la Teknoservice si è affidata a un’indagine degna di un film poliziesco. Investigatori privati ogni giorno con pedinamenti e appostamenti hanno documentato ogni mossa di quella dozzina di dipendenti. «Non potevamo non intervenire dopo le molteplici segnalazioni da parte dei cittadini. Di certo per noi è un danno d’immagine notevole di cui avremmo fatto volentieri a meno afferma il direttore Alberto Garbarini -. Un fatto spiacevole che ci costringe ad intervenire, anche se avremmo speso diversamente i soldi per gli investigatori». Quindi partiranno le azioni disciplinari. «Certamente in qualche modo dobbiamo intervenire, abbiamo inviato le lettere di contestazione, stiamo iniziando le audizioni e poi valuteremo sotto il profilo legale come agire».

Un disservizio che gli utenti scaricavano sulla società che nel caso specifico è vittima di questi lavoratori assentisti. Le polemiche si erano accese alcuni mesi fa, a causa di una raccolta rifiuti che avveniva in modo saltuario e gli utenti imbufaliti nel notare ogni mattina un folto gruppetto di dipendenti tranquillamente seduti al bar a parlare del più e del meno invece di lavorare.

Sono state le telefonate di protesta alla Teknoservice dei cittadini a segnalare l’accaduto: «Questi stanno al bar mentre i cassonetti restano pieni». Così la direzione ha deciso di assoldare alcuni investigatori privati che per giorni hanno seguito il movimento e i ritrovi al solito bar del gruppetto, documentando quanto accadeva, per poi relazionare la Teknoservice. Così l’azienda ha fatto partire immediatamente le lettere di contestazione, corredate dalle prove raccolte dagli investigatori che sono state ricevute dai dipendenti che ora rischiano da una sospensione al licenziamento. «Qualcuno si è già scusato per l’episodio e ha promesso di comportarsi regolarmente in futuro, ma per decidere il da farsi aspettiamo la fine delle audizioni». Sostiene il direttore Garbarini.

Sul fronte sindacale per ora si preferisce tenere un profilo basso. «Al momento attuale preferisco non commentare per non influire sulla vicenda che ora è nella fase istruttoria. Una volta che l’azienda avrà assunto le sue decisioni valuteremo come organizzazione sindacale il da farsi. Sono vicende dolorose che non fanno il bene dei lavoratori che ogni giorno si dedicano con onestà al lavoro» afferma Luca Cortese della Uil.

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