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Cronaca
Il caso del 9 novembre

Aggressione al “nonno vigile”, l’accusato si difende: “Minacciava mia moglie”

L’uomo, agente della municipale di Torino, ha raccontato la sua versione dei fatti: “Gli ho dato solo due buffetti sulla guancia”

“Voglio fare chiarezza, soprattutto per rispetto della divisa che indosso”. Stefano A., l’agente della polizia municipale di Torino accusato di aver aggredito un “nonno vigile” il 9 novembre a Moncalieri, fuori dalla scuola elementare “Marco Polo”, racconta la sua versione.

“HA MINACCIATO MIA MOGLIE”
“Non ho picchiato nessuno, non ho urlato e non ho detto parolacce – spiega, assistito dall’avvocato Patrizia Fagioli – Mia moglie mi ha chiamato per dirmi che aveva avuto un’accesa discussione con un pensionato vigile per un parcheggio. Lei ha posteggiato l’auto dopo gli spazi per disabili, lui ha colpito la macchina con la paletta insultando e minacciando mia moglie. Il tutto davanti a nostro figlio di 7 anni. Io l’ho raggiunta per prendere nome e cognome dell’uomo”. Arrivato a scuola, il vigile spiega di aver avuto un diverbio con il “nonno vigile”.

LA VERSIONE DELL’ACCUSATO
“Sono sceso dall’auto e lui mi ha colpito con la paletta. Io gli ho bloccato le braccia, lui è inciampato e io l’ho trattenuto. Mi insultava, scalciava. L’unica cosa che mi posso rimproverare è di avergli dato due buffetti sulla guancia, nulla di più. Gli ho detto che doveva lasciare stare mia moglie e me ne sono andato. Per me la questione era chiusa lì”. Sul posto erano intervenuti i carabinieri.

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