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Cronaca
LA DENUNCIA DELL’OSAPP

Aggrediti tre poliziotti penitenziari nel carcere di Torino

Gli agenti sarebbero stati presi a pugni e calci da una coppia di detenuti magrebini che avrebbero preteso di recarsi nei locali docce in orario non consentito

Tre agenti della polizia penitenziata sono stati aggrediti nel carcere di Torino. A darne la notizia è stato l’Osapp, l’Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria, per voce del suo segretario generale Leo Beneduci. Secondo quanto riferito dalla sigla sindacale, lo scorso 2 luglio, due detenuti magrebini avrebbero preteso di recarsi nei locali docce in orario non consentito e per questo sono stati invitati, dall’agente di servizio nella sezione detentiva, a recarsi in cella. I due detenuti, secondo l’Osapp, non gradendo l’invito del poliziotto, senza motivo lo avrebbero preso a calci e pugni.

IL SOCCORSO DEGLI AGENTI
In aiuto del malcapitato sono giunti i poliziotti di servizio al piano che a loro volta sono stati anch’essi colpiti con pugni e calci. I poliziotti penitenziari sono stati accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria dove, dopo le necessarie cure, sono stati dimessi con una prognosi di giorni 5 ciascuno.

LA DENUNCIA DELL’OSAPP
“Si tratta solo dell’ultimo, in ordine di tempo, episodio di violenza ai danni di personale di polizia penitenziaria, che ormai subisce persino l’ira irriguardosa e non giustificata dei detenuti” spiega Beneduci. L’episodio, non isolato, prosegue il segretario dell’Osapp “si connota di ancor più gravità per il clima di violenza cui si assiste e, che compromette la sicurezza e la tutela del principio stesso di giustizia. Non possiamo che richiamare il rispetto di ciascuna figura operante all’interno del carcere e pretendere, arrivati a questo punto, che l’Amministrazione Penitenziaria periferica e centrale prenda formale consapevolezza di episodi che ormai rischiano di caratterizzare gli ambienti delle carceri italiane e, si adoperi con assoluta urgenza per la tutela di tutto il personale penitenziario”. “Lo stesso personale che si è sempre contraddistinto per la professionalità ed il senso assoluto del dovere e, che subisce episodi di violenza non più tollerabili e che rischiano di esasperare le condizioni di vivibilità e di lavoro. La sensazione è che l’Amministrazione Centrale non sia in grado di fornire supporto, sostegno e tutela dinanzi al compiersi e, ormai reiterarsi, di atti di violenza” conclude Beneduci.

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