Blitz della Digos nello stabile occupato di Corso Giulio Cesare: arrestati cinque anarchici
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Il blitz mello stabile occupato di corso Giulio Cesare

Aggredirono i poliziotti durante un controllo antispaccio, la Digos arresta cinque anarchici [FOTO E VIDEO]

Lo scorso 6 aprile gli “insurrezionalisti” lanciarono oggetti e bottiglie contro gli agenti ferendone due. Durante il raid, diversi cassonetti furono dati alle fiamme

Gli agenti della Digos di Torino hanno eseguito sette misure di custodia cautelare emesse dal gip Agostino Pasquariello, di cui cinque in carcere e due divieti di dimora, nei confronti di altrettanti anarco-insurrezionalisti che lo scorso 6 aprile aggredirono un gruppo di agenti del commissariato Dora Vanchiglia impegnati in un servizio antispaccio nei giardini Madre Teresa di Calcutta (ex Gft) in corso Vercelli, nel quartiere Aurora.

PERSONAGGI NOTI DEL MONDO ANARCO-INSERRUZIONALISTA
Gli arrestati sono personaggi noti del mondo anarco-insurrezionalista. Si tratta di Lorenzo Salvato, Antonio Rizzo, Camille Casteran, Giuseppe De Salvatore e Francisco Javier Esteban Tosina. Per Monica Cillerai e Michela Santore è invece scattato il divieto di dimora. Gli arrestati hanno tra i 24 e i 33 anni.

IL BLITZ NELLO STABILE DI CORSO GIULIO CESARE
La Digos è entrata nello stabile di corso Giulio Cesare 45, da circa un anno occupato dagli antagonisti. Alcuni di loro sono saliti sul tetto. Altri, invece, si sono barricati in casa dopo aver blindato la porta. Per questo motivo è stato richiesto l’intervento, sul posto, anche di una squadra dei vigili del fuoco. Gli arrestati sono accusati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. L’inchiesta è coordinata dal pm Antonio Rinaudo.

LANCIARONO OGGETTI E BOTTIGLIE CONTRO GLI AGENTI
Quella sera dello scorso 6 aprile gli anarco-insurrezionalisti lanciarono contro i poliziotti (che stavano identificando tre stranieri di origine nigeriana) diversi oggetti e bottiglie. Due agenti rimasero feriti. Durante l’aggressione, diversi cassonetti della spazzatura vennero rovesciati in strada al grido “libertà, libertà! fuori gli sbirri dal quartiere” per impedire il passaggio alle forze dell’ordine, e dati alle fiamme.

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