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L’uomo aveva intascato la caparra per un appartamento in via Maddalena

Affitta case, poi scompare: preso truffatore seriale

In manette un cittadino di origine serba: su di lui c’era già una condanna di 2 anni e 3 mesi

Gli accertamenti degli agenti del Commissariato “Barriera Nizza” sono partiti poco dopo la denuncia di un cittadino straniero che ha dichiarato ai poliziotti di essere stato vittima di una truffa qualche giorno prima.

IL FATTO. Dopo aver notato un annuncio di un immobile in affitto, affisso al portone di ingresso di una palazzina in via Maddalena, aveva telefonato all’utenza telefonica pubblicata, per poter avere tutte le informazioni sull’alloggio e verificare la possibilità di poterlo visionare.

Al primo appuntamento non si presenta nessuno, mentre al secondo appuntamento l’interessato incontra un uomo, Massimo, che gli fa vedere l’alloggio.

Visto l’interesse gli viene comunicata la necessità di dover lasciare un acconto a titolo di cauzione pari a tre mensilità, per un totale di 1050 euro, due mensilità di affitto antipate, per un totale di 700 euro, oltre le copie dei documenti di riconoscimento.

La vittima consegna subito 400 euro a titolo di anticipo e nella stessa giornata salda il resto. Massimo gli consegna le chiavi dell’alloggio, con le relative chiavi del portone, del garage e della cantina, con la promessa che il giorno seguente gli avrebbe consegnato la copia del contratto di locazione con la formula 4+4.

Il giorno della consegna del contratto, però, Massimo non si presenta e la vittima nota affisso alla porta di ingresso dell’appartamento un cartello con il nome di un’agenzia che si occupa di brevi soggiorni.

L’uomo contatta telefonicamente la società, che disconosce il Sig. Massimo e comunica che in teoria l’alloggio risultava già locato, così scopre tristemente di essere stato truffato.

L’OPERAZIONE. Gli agenti hanno immediatamente preso contatti con l’agenzia immobiliare apprendendo che l’appartamento di via Maddalena era stato più volte locato, a partire dal 3 luglio, da un certo Francesco, che con regolarità provvedeva ai pagamenti con carta di credito prepagata, rinnovando ogni due giorni il contratto di locazione.

Francesco non stipulava mai di persona i contratti ma mandava terze persone, definiti suoi dipendenti. Oltretutto a momenti in agenzia sarebbe dovuto arrivare proprio un suo impiegato che doveva occuparsi del ritiro del contratto e delle chiavi di un altro appartamento per poi darli a Francesco.

L’uomo arriva e viene ascoltato dai poliziotti. Quest’ultimi apprendono che Francesco adesca varie persone, senza fissa occupazione, e dopo aver fissato un appuntamento chiede loro di provvedere alla stipula dei contratti con l’agenzia, per suo conto, in cambio di denaro, con l’indicazione di consegnargli successivamente il contratto appena firmato con le chiavi.

Questa volta, però, al luogo fissato per la consegna del contratto, si sono presentati anche gli agenti del Commissariato “Barriera Nizza” insieme a personale della Squadra Volante.

Il truffatore, un cittadino serbo di 44 anni, al momento della consegna del contratto e delle chiavi, è stato fermato dagli agenti di polizia. In suo possesso è stato trovato un tablet con la relativa utenza telefonica utilizzata per i contatti, conversazioni whatsapp con diverse foto relative all’appartamento di via Maddalena e all’interno del portafogli un’altra sim card.

Gli agenti, sulla sua autovettura, hanno rinvenuto due documenti di riconoscimento, una patente di guida e una carta di identità, rilasciati da autorità serbe, verosimilmente falsi e contraffatti. Questi documenti riportavano la foto del cittadino serbo ma con diversi dati anagrafici.

L’ARRESTO. Il quarantaquattrenne è stato arrestato per effetto di un provvedimento di esecuzione di un ordine di carcerazione a suo carico.

L’uomo dovrà scontare la pena della reclusione di 2 anni e 3 mesi di reclusione per i reati di ricettazione e rapina, oltre a provvedere al pagamento di 800 euro di multa. Il cittadino serbo è stato poi denunciato per i reati di truffa e falsità materiale commessa da privato.

Non si esclude la possibilità che il cittadino serbo sia riuscito a truffare anche altre persone.

 

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