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L’APPELLO

Affetta da una malattia rara chiede solo di uscire di casa

La battaglia di Sabrina per un alloggio privo di barriere architettoniche

La sua sfortuna è quella di vivere al quarto piano di un palazzo senza ascensore ma, in compenso, con tanti gradini. Sabrina, 50 anni il prossimo lunedì, ha un sogno: andare a vivere in un appartamento senza barriere architettoniche. Il suo attuale alloggio, in corso Principe Eugenio 32, non può più rispondere alle sue esigenze. Sabrina soffre di fatto di una malattia molto rara, la sindrome genetica di Von Hippel-Lindau. Colpisce una persona su 36mila ed ha carattere ereditario, tanto che a soffrirne sono stati anche la mamma, due cugine e due zii. La Vhl è terribile, distrugge il corpo attaccandolo con svariati tumori su ogni tipo di tessuto e organo. Gli interventi sono sempre dietro l’angolo ma non tutti i fibromi sono maligni. «Alcuni sono benigni e non creano problemi – racconta la donna, disabile al 100% -. Certo non è una gran consolazione date le volte che sono entrata e uscita dal pronto soccorso».

Sabrina può contare sulla mano amica di Giuliano. Muovendosi soltanto con l’ausilio di una carrozzina, o di un treppiede, la signora ha bisogno di aiuto anche per andare in bagno. «C’è un gradino – spiega sconsolato Giuliano -. E lei, a causa della malattia, non ha più molte forze». Negli ultimi anni la 50enne si è sottoposta a numerosi interventi, sei alla testa e tre al midollo spinale. La malattia le ha portato via l’udito e come se non bastasse Sabrina non può nemmeno bere o deglutire tramite bocca. Un tumore nascosto sotto la scatola cranica le ha intaccato un nervo e danneggiato sensibilmente le corde vocali, costringendola ad affidarsi alla Peg. Sabrina ha chiesto aiuto al Comune per avere una casa popolare ma ha ricevuto solo sei punti. E della sua battaglia, per un alloggio senza barriere, si è interessata anche l’associazione “Libertà di Parole”, del presidente Antonio Pilla e del vice Michele Checa.

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