(foto: depositphotos)
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Affari d’oro coi tamponi

Nel luglio scorso mentre Paesi come l’Italia stavano per adottare misure come il Green Pass con un’accelerazione bruciante sulle vaccinazioni, ma di conseguenza anche sui tamponi, due multi miliardari in dollari come Bill Gates e George Soros decisero di investire sui test rapidi. Secondo Forbes, autorevole rivista di economia americana, i due magnati sono entrati in un consorzio destinato ad acquistare Mologic, grande produttore inglese di test, con l’intento di aumentare l’accesso alla “tecnologia medica all’avanguardia a prezzi accessibili” in tutto il mondo. Un giochino finanziario da 41 milioni di dollari. E il solo fatto che i due miliardari si siano gettati in questa nuova avventura potrebbe far intendere che la crisi pandemica sia ben lungi dall’essere vicina alla sua conclusione. O almeno che la guerra quotidiana al virus, se ben sfruttata, possa consentire guadagni stratosferici. E una conferma che i tamponi rapidi siano un business tutt’altro che trascurabile viene anche dal nostro territorio dove i No Pass stanno spendendo 18 milioni di euro al mese per garantirsi la possibilità di andare a scuola o al lavoro pur rifiutando il vaccino e dunque l’accesso al Green Pass. E le cifre potrebbero lievitare se il Governo dovesse ridurre la validità del tampone a sole 24 ore, rispetto alle canoniche 48. Affari d’oro, dunque per le farmacie che tuttavia gridano al lupo cattivo. Già perchè di “farmacisti sul mercato non ce ne sono”, come dice il presidente di Federfarma Massimo Mana e il fatto di trasformare le boutiques del farmaco in tamponifici di fatto condiziona la missione di presidio sanitario sul territorio. Tutto comprensibile, ma intanto si cavalca l’onda e in qualche modo i No Pass a qualcuno diventano assai simpatici.

beppe.fossati@cronacaqui.it

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