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Il Borghese

Adesso però basta parole

Se quella contro il Covid è una guerra, allora è giusto usare i generali al posto dei burocrati. Purché adesso sia il segnale che si fa sul serio: Draghi ha silurato Arcuri, l’uomo dei banchi a rotelle e delle primule, e ha scelto un generale degli alpini per la campagna vaccinale. Adesso immagino i soldati che non si limitino a consegnare le dosi vaccinali (notizia di ieri: il ministro della Difesa conferma l’avvenuta consegna di tutte le dosi, dalla Regione negli stessi orari ancora si risponde a monosillabi sulle scorte in frigo) ma provvedano alla vaccinazione magari ripristinando i sistemi della chiamata di leva, quando si riusciva a gestire migliaia di visite ogni giorno senza scomodare software e consorzi informatici. Battute (fino a un certo punto) a parte, adesso però basta scuse: se il problema era Arcuri, ora è stato tolto. Se il problema è la disponibilità delle dosi, allora spiegateci perché centinaia di migliaia sono ferme in frigo. Ci dicono che bisogna capire se fare una dose unica e vaccinare una fetta più ampia di popolazione, oppure ragionare sui richiami. Ma sono settimane che ne state discutendo, santi numi! Basta adesso, davvero basta. Basta con venti piani vaccinali diversi perché le Regioni vanno in ordine sparso, basta con la sanità decentrata… Basta con le apologie di decisionismo al governo Draghi, perché al momento siamo ancora fermi allo stesso palo del Conte Bis, anche se nel frattempo pare più urgente dedicarsi ad Alitalia. Dopo un anno di guerra al virus stiamo pensando di riaprire gli stessi reparti di allora, siamo ancora alle prese con le zone a colori e guardiamo alla terza ondata con la stessa paura di un anno fa, nonostante abbiamo armi in più. Se il problema sono i generali o i caporali, adesso è il momento di scoprirlo: con Arcuri, il governo ha silurato ogni possibile alibi.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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