smog
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Adesso il conto diventa salato

Da oggi si comincia a pagare il prezzo della politica ambientale promossa dalla Commissione Von der Leyen e dal parlamento europeo. Tocca alle auto e ai furgoni vecchiotti (Euro 3 e 4), mentre da ottobre avremo a che fare con nuove tariffe per l’energia elettrica. A seguire toccherà al combustibile per il riscaldamento e poi al carrello della spesa. Senza contare che alcune materie prime, ferro, cemento, nichel, derivati plastici (solo per citare alcuni esempi) già volano con aumenti che in taluni casi sfiorano il cento per cento. Colpa dell’inflazione che vola con la ripresa dei consumi ma anche di quel fondamentalismo verde che, tanto per cominciare, lascia a piedi 400 mila automobilisti commercianti, artigiani e piccoli imprenditori che hanno la colpa di non aver investito su mezzi meno inquinanti. Di mezzo c’è lo smog che torna a salire specie sulle pianure del nord e che non risparmia Torino e il Piemonte. Da oggi al 15 aprile 2022, per 8 mesi dal lunedì al venerdì c’è il tanto temuto blocco che era stato sospeso per il Covid e che ora impone alla Regione di usare il pugno duro, pena multe salatissime da parte della Ue. Niente da eccepire sotto il profilo della tutela dell’ambiente e della nostra salute, ma il contraccolpo sulle famiglie e sulle piccole attività d’impresa sarà duro. Come temiamo lo sia ancora di più la mazzata su beni irrinunciabili come l’energia elettrica, il gas e la materia prime, grano e mais compresi che – come scritto qualche giorno fa – rischiano di far lievitare pane e pasta di oltre il 20-30%. Chiedersi quali misure il governo varerà per evitare una nuova povertà strisciante è lecito. Bisognerà capire se tra un eventuale bonus di Draghi e incentivi vari della Regione non rischieremo di curare una nuova polmonite economica con qualche pannicello caldo.

Beppe.fossati@cronacaqui.it

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