trans Priya
Cronaca
LA STORIA

Adesca i clienti ricchi e dopo il sesso li rapina: la trans Priya arrestata

In manette assieme al suo autista per le fughe

Si muovono in coppia, stessa formazione, ovunque vadano. Autista e trans. Il primo ha un tariffario preciso: 70 euro per muoversi in città e cintura, 150 euro per andare da Milano a Torino, 700 euro per i “viaggi d’affari” in Germania. Mentre la trans consuma il sesso in auto con il cliente, l’autista aspetta a distanza. Pronto a scappare quando lei torna con in mano il bottino della serata, anche un Rolex da 20mila euro.

I clienti non denunciano mai. Sono mediamente ricchi, uomini sposati di media o avanzata età. Come l’imprenditore valdostano di 77 anni aggredito e rapinato la notte del 20 luglio 2020 in via Reiss Romoli. È stata la sua aggressione a dare vita all’indagine dei poliziotti della pg della procura, sfociata la scorsa settimana in due arresti. A finire in manette sono stati Priya Canevarito, trans di origini peruviane e residente a Milano, e il fidato autista italiano. Il sospetto degli inquirenti, coordinati dal pm Paolo Scafi, è che abbiano colpito più vittime. E che nel Nord Italia siano molte le coppie di trans e autisti che si spostino tra Torino, Milano, Firenze, Piacenza e Riccione, con l’obiettivo di rapinare i clienti.

È la notte del 20 luglio 2020 quando gli agenti di Madonna di Campagna trovano per strada un anziano che trema, in stato di shock. È appena stato preso a pugni in testa e derubato del suo Rolex Daytona. Era arrivato da Aosta, dove fa l’imprenditore. La trans, Priya, lo aveva spaventato durante il rapporto sessuale. «Ci siamo appartati nella mia Porsche Cayenne – aveva detto l’uomo alla polizia – ma lei era violenta, mi chiedeva cose strane e ho preferito non andare avanti». Venti minuti dopo l’aggressione all’anziano la trans era stata rintracciata e riconosciuta dalla vittima. Da quella sera era sparita. Le indagini della procura hanno scoperto, seguendo le sue tracce fino a Milano, i contatti con molti uomini. La tesi è che gli incontri sessuali finissero in rapine. Priya e lo chaffeur non sarebbero i soli a muoversi sull’asse della pianura pdana. Dalle intercettazioni e dall’esame del contenuto dei cellulari sequestrati degli indagati, spuntano foto di collanine d’oro, bilancini per pesare l’oro, orologi di lusso. Un cliente appena derubato prova a riprendersi il bottino scrivendo alla trans: «Come un pollo mi avete rubato il Rolex. Il mio lavoro è cercare le persone. Ho una foto carina di tutti e due. Dammi l’orologio altrimenti foto e sim vanno alla polizia».

L’indagata principale, Priya, per molti mesi risultava essere in Germania. Quando è tornata, a dicembre del 2020 sono scattate le perquisizioni. Poi è ripartita per la Francia. Quando Priya ritorna in Italia, il pm chiede la misura di custodia cautelare in carcere, che viene ordinata dal giudice Claudio Ferrero.

Le manette scattano venerdì notte. La trans era appena scesa dalla macchina di un cliente in via Postiglione. L’autista era stato rintracciato invece due giorni prima, a Milano. È un italiano di 50 anni.

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