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Addio ferrovia per Torre Pellice. Al suo posto bus e biciclette

Uno studio del Politecnico mette fine alla speranza di una riapertura
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Sui binari del treno che da Pinerolo portava a Torre Pellice non ci sarà più il treno. Almeno secondo il Politecnico di Torino non è la soluzione migliore. Dal punto di vista della mobilità sostenibile, meglio dei bus ecologici, a idrogeno, e una pista ciclabile. La pronuncia sembra mettere la parola fine sulla speranza di rivedere il treno sulla tratta sospesa dal 2012, alimentata da gruppi e associazioni in questi 10 anni. La sospensione aveva fatto nascere un gruppo dal nome TrenoVivo Val Pellice, che per anni ha cercato di rimettere in moto il treno, senza successo. La sua battaglia negli ultimi mesi è stata sposata da una serie di associazioni e realtà, con in testa il circolo della Val Pellice di Legambiente: i circoli Legambiente di Pinerolo, Barge e greenTO, Associazione ferrovie piemontesi, Progetto TrattoxTratto, Salvaiciclisti Pinerolo, Rita Atria, Osservatorio 0121, InValpellice e Fridays for Future Val Pellice e Pinerolo. Questo gruppo, dopo una serie di polemiche con i Comuni e l’Unione montana del Pinerolese, lo scorso ottobre ha lanciato un appello ai sindaci invitandoli a fare pressione sulla Regione per far ripartire il treno. Una mossa scaturita dalla firma dell’accordo per la gestione del servizio ferroviario Sfm Torino tra l’Agenzia della Mobilità piemontese e Trenitalia, firmato l’8 di quel mese, in cui c’era l’impegno nero su bianco a far ripartire la tratta. L’accordo parlava di un tempo di percorrenza di un’ora tra Torre e Torino Porta Susa, con servizio di trasporto biciclette gratuito fuori dagli orari di punta. Della questione si è interessata pure Greenpeace che con Legambiente e TrenoVivo, il 13 febbraio scorso, ha realizzato un cantiere simbolico per auspicare la ripartenza della tratta. Nel frattempo però l’Unione montana e il Comune di Pinerolo, con il sostegno del Consorzio Pinerolo Energia, si sono appoggiati al Politecnico di Torino, per fare uno studio su quale fosse il sistema di mobilità preferibile sulla tratta Pinerolo-Torre Pellice, da affiancare, come alternativa alla Provinciale 161. «Il Politecnico di Torino cha individuato questo intervento con bus a idrogeno e ciclovia come più sostenibile dal punto di vista ecologico ed economico – spiega il presidente dell’Unione montana del Pinerolese e sindaco di Luserna San Giovanni, Duilio Canale – . Lunedì 19 aprile si terrà un incontro di presentazione con i sindaci, le minoranze dell’Unione e l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi». Intanto il progetto di riqualificazione del sedime ferroviario è stato inserito anche nella prima bozza di progetti candidabili ai fondi del Recovery Plan, che la Regione ha divulgato nei giorni scorsi. Si parla di un costo di 25 milioni di euro e di un orizzonte di chiusura dei lavori nel 2028.

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